Miglior difesa, imbattibilità e molto sacrificio. Torrente ha saputo dare un'impronta forte al gruppo
Ha perso il primato in classifica, ora del Mantova, ma vanta miglior difesa della categoria e imbattibilità. Il Padova sta entrando nel suo periodo storicamente difficile (quello che precede la pausa natalizia) a testa alta, una squadra operaia guidata da un capomastro che sta riuscendo a trarre il meglio dal suo gruppo. Questa tipologia di squadra mancava a Padova da diversi anni, perchè c'è sempre stata l'esigenza di cercare giocatori già collaudatissimi. Nemmeno la formazione guidata da Pierpaolo Bisoli nel 2017/18 nell'anno della promozione è paragonabile, perchè partiva con il favore dei pronostici e in squadra aveva tanti giocatori con un curriculum già importante (Belingheri, Pinzi, Bindi, Cappelletti, Fabris, Madonna, Pulzetti, Trevisan, Russo...).
Quella di quest'anno è una squadra che fa dell'abnegazione, del sacrificio (ascoltate l'ultima intervista di Villa) e dell'ambizione i punti di forza. Soprattutto, dà l'idea di non "uscire" mai dalla partita, di essere sempre in grado di piazzare la giocata vincente. La sua anima è la linea di centrocampisti, con i due quinti che legano in modo efficace difesa (fin qui granitica) e attacco, le mezzale che sono due autentici motorini a tutto campo e il cuore "matto" di Radrezza, che ha dato ennesima prova del suo carattere con quel cucchiaio a Vicenza.
Torrente ricorda un po' Bisoli? Il secondo veniva definito dai suoi giocatori "un martello", il primo ha la stessa pervicacia nel voler trasmettere i suoi concetti di gioco e soprattutto energie mentali per non "sedersi" dopo una vittoria. In questa categoria vince chi "dimentica" in fretta le vittorie e si cala subito con mentalità nel match successivo. I tifosi hanno capito lo spirito gregario della squadra di Torrente e la stanno amando (la speranza è di riuscire ad avvicinare gli oltre 5000 spettatori di media all'Euganeo di quel 2017/18), anche se nessuno si illude dopo quelle due devastanti stagioni vissute da protagonisti fino alla beffa finale. È una strada lunga, ma forse la stiamo percorrendo con gli uomini giusti.
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