Sfida nel destino, per due volte l'ex biancoscudato si è trovato da vice a titolare. Prima al posto di Joronen, poi di Perin

Sorrentino

Padova, Sorrentino ha scavalcato Fortin nella gerarchia?

C'è un incrocio di storie particolare nel prossimo Palermo-Padova. Sabato, al Barbera, tra i pali della squadra rosanero potrebbe esserci Mattia Fortin, uno dei grandi ex della sfida e soprattutto un giocatore che il destino ha riportato improvvisamente al centro della scena proprio nella settimana dell'incrocio con la sua ex squadra.

Fortin ha chiuso lo scorso 30 giugno la sua esperienza con il Padova, trasferendosi al Palermo attraverso il Lens, club che detiene il cartellino del portiere. L'idea iniziale, per lui, era quella di vivere una stagione alle spalle di Jesse Joronen, portiere di riferimento della formazione di Filippo Inzaghi. Poi, però, il calcio ha cambiato rapidamente le carte in tavola: l'infortunio serio del finlandese ha spalancato a Fortin le porte della titolarità.

Fortin

Il giovane portiere ha giocato le prime partite, prima di tornare in panchina quando il Palermo ha deciso di correre ai ripari con un acquisto di peso come Mattia Perin. Sembrava quindi essere tornato tutto secondo programma: Fortin secondo, Perin titolare, in attesa del recupero di Joronen. E invece, ancora una volta, gli eventi hanno rimesso tutto in discussione.

Il ritorno tra i pali e una prestazione da protagonista

Ieri, ad Avellino, Perin non era disponibile per un problema muscolare e Inzaghi ha dovuto affidarsi nuovamente a Fortin. Una scelta che si è rivelata decisiva. Il Palermo ha pareggiato 1-1 al Partenio-Lombardi e ha mantenuto la vetta della classifica, ma deve soprattutto ringraziare il suo portiere.

Fortin è stato infatti tra i migliori in campo: già nel primo tempo aveva risposto presente sul colpo di testa di Pandolfi, deviando il pallone in calcio d'angolo. Ma è soprattutto nel finale che l'ex biancoscudato ha messo la firma sul punto conquistato dal Palermo, con due interventi decisivi nei minuti di recupero, prima su Cheddira e poi su Biasci.

Una prestazione da protagonista proprio nel momento in cui sembrava nuovamente destinato a ricoprire il ruolo di secondo. E adesso, quasi come in un copione scritto dal destino, davanti a Fortin c'è il Padova.

Quella ferita ancora da chiudere

Non sarà una partita come le altre, inevitabilmente. Perché Fortin non si limiterà a sfidare una squadra affrontata tante volte: troverà dall'altra parte il club con cui ha vissuto l'ultima stagione, non senza un po' di rammarico. La decisione di affidare la porta a Sorrentino aveva lasciato un po' di amarezza nel portiere, che aveva vissuto quel cambio di gerarchie con la voglia di dimostrare di meritare ancora quella maglia. Da allora è arrivata la separazione, il ritorno provvisorio al Lens e poi la nuova avventura a Palermo. Un percorso che, in pochi mesi, lo ha portato a ritrovarsi dall'altra parte.

E ora il calendario gli presenta proprio il Padova, al Barbera. Un incrocio suggestivo, con una componente inevitabilmente emotiva e anche quella voglia di rivincita che nel calcio spesso diventa una motivazione supplementare. Fortin, intanto, non avrebbe potuto presentarsi all'appuntamento in modo migliore. Ieri ha dimostrato di essere pronto quando Inzaghi lo ha chiamato in causa, salvando il Palermo dalla sconfitta e contribuendo a mantenere la squadra in vetta. Sabato, dunque, ci dovrebbe essere ancora lui tra i pali. E per il Padova sarà un avversario particolare: il portiere che fino a pochi mesi fa difendeva la sua porta, oggi potrebbe essere uno degli ostacoli da superare per espugnare Palermo.

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