Durante la puntata di ieri sera del nostro talk dedicato 100% al Calcio Padova, Centrocampo, e in onda ogni lunedì dagli studi di TeleCittà, è intervenuto Carlo Sabatini, responsabile del settore giovanile biancoscudato, assieme agli altri ospiti presenti (leggi qui l'editoriale del direttore). Ecco cosa ha detto, sul Padova e molti altri temi di discussione: "Tutti possono essere risucchiati nella lotta salvezza, è la storia del campionato che ce lo insegna. Il campionato è estremamente equilibrato e la differenza tra l'accedere ai playoff e i playout è racchiusa in pochi punti. Non dobbiamo sminuire la bontà del campionato che sta facendo il Padova. Non dobbiamo assolutamente incorrere in questo errore, che è però comprensibile. Tutti noi vogliamo fare un finale di stagione tranquillo, ma io penso che, però, si dovrà lottare fino all'ultimo. Non ho dubbi su questo. Ma ho una visione ottimistica, perché ho fiducia nella squadra e nella società. Sono sicuro che, soffrendo e sgomitando, ce la faremo. Giochisti o risultatisti? Credo che il Padova in tante partite sia giochista. Mezz'ora di sabato siamo stati aggressivi nella loro metà campo, abbiamo fatto delle perfette combinazione sulla sinistra con Di Mariano e Barreca, abbiamo creato le occasioni da gol. E' chiaro che non abbiamo la forza di continuare a farlo per 90', ma è normale che sia così. E le partite le giocano anche gli avversari. Il Padova fa vedere dei bei momenti di gioco, non li può far vedere per 90' e non può stravincere le partite 3-0. Andreoletti fa vedere un bel gioco? Assolutamente sì, ma lo dice anche la gente, che è contenta".
tutto padova
Sabatini a Centrocampo: “Responsabilità mie per la Primavera ultima! E sul gioco del Padova…”
Le parole di Carlo Sabatini sul Padova durante il nostro talk "Centrocampo"
—"Giochisti o risultatisti è un discorso troppo semplificato. Bisogna vedere se la squadra ti fa divertire o no. Il Padova fa divertire, ha fatto divertire l'anno scorso e lo ha fatto in certe partite anche quest'anno? La risposta è sì, perché la gente esce fuori contenta che applaude. Che poi si debba migliorare con l'inserimento dei nuovi - ha sottolineato il responsabile del settore giovanile del Padova Carlo Sabatini - e che si debba puntare a migliorare la qualità del gioco, non ci sono discussioni. Lo sa bene il mister e anche la società che ha fatto gli acquisti. Il modulo? Io non vedo tutte le partite, ma quella di sabato l'ho visto e comunque con il mister ogni tanto ci parlo. Intanto è un modulo ibrido. In fase d'attacco era un 4-4-2, ma ibrido, perché Di Mariano spesso lasciava il corridoio libero, mentre Fusi assumeva il ruolo della mezzala nonostante fosse nella mediana a due. Ormai si parla più di funzioni che di moduli rigidi, anche perché in fase difensiva eravamo 5-3-2. Il Bari, invece, che tutti davano con il 3-4-2-1, in realtà difendeva con il 5-4-1. I moduli, a qualsiasi livello, rispetto a dieci anni fa, sono difficili da identificare. Adesso c'è la tendenza ad assumere la funzione e lo smarcamento negli spazi. E quindi il modulo è solo sulla carta. I moduli non sono più statici come una volta e sono difficili da individuare, soprattutto in fase di possesso palla. In fase di non possesso è invece un po' più facile. La curva? Dico sempre che bisogna guardare avanti e auguriamoci che questa curva sia portata a termine e che sia gremita di spettatori nelle ultime giornate che potrebbero essere decisive. Ma voglio sottolineare che il tifo si sente, anche sabato l'ho sentito...".
L'andamento della Primavera, le responsabilità e le scelte di programmazione
—"Come sta andando la Primavera, che è ultima in classifica in Primavera2? Faccio un'analogia velocissima - ha proseguito il responsabile del settore giovanile del Padova Carlo Sabatini a Centrocampo- tra il discorso stadio, centro sportivo e settore giovanile. Viaggiano un po' di pari passo. Quando si parla di settore giovanile non si può parlare mai di annate, perché il lavoro del settore giovanile vive di continuità negli anni. Non uno, due o tre... minimo cinque anni, quando si fa programmazione. Intanto, faccio una premessa. Se il Padova è ultimo nel campionato Primavera2 c'è un unico responsabile e sono io. Mi assumo tutte le responsabilità. Non voglio sentir parlare di allenatori, giocatori... la responsabilità di quello che sta succedendo è assolutamente tutta mia. Dobbiamo subito fare chiarezza, però. La squadra Primavera la intendiamo come la gestione di un settore giovanile o una prima squadra? Perché questo è fondamentale. Se la intendiamo come una prima squadra, allora in queste situazioni si cambiano allenatore e dieci giocatori. Ma noi non facciamo così e l'allenatore (Pier Luca Cincione, ndr.) non è in discussione. Le decisioni, poi, le prendiamo sempre insieme io e il direttore Mirabelli. E la scelta di un allenatore è assolutamente condivisa. Ma se intendiamo il settore giovanile come una squadra del settore giovanile devo valorizzare dei ragazzi che ho portato avanti da tanti anni. Io ho fatto una scommessa, un investimento, anche economico, ma non solo, portando questi bambini dall'età di 7/8 anni. Ma se la stagione non va benissimo cosa facciamo? Ne cambiamo dieci? No, io ho fatto una scelta di una Primavera come una squadra di un settore giovanile".
L'attesa dei giocatori, Tumiatti e la possibilità di salvezza
—"In Primavera abbiamo sempre fatto fatica a salvarci. Ma non andiamo neanche a fare investimenti per fuori quota o giocatori esterni, ma magari funzionali, per sistemare la squadra solo per fare qualche punto in più. Preferisco aspettare i miei giocatori. C'è il rischio retrocessione, ma non è mai detto fino alla fine. Non andremo mai a prendere 4/5 giocatori che mi servono in determinati ruoli, magari fisici, ma che non hanno delle prospettive per la prima squadra. I talenti cristallini, poi, non è che crescono sotto casa... Bisogna andare a pescarli nella provincia e non è semplice, perché non c'è solo il Padova. Ci sono il Vicenza, il Cittadella, il Venezia... Pescare non è facile. Poi ci sono annate più o meno qualitative, ma fa parte del gioco. Nomi di qualche prospetto? Non li sparo. Tumiatti? Sta facendo bene, ha fatto 5/6 gol, è un ragazzo che ancora può crescere. Chiaramente in prima squadra non troverà spazio, visti anche i nuovi arrivi. Ma come dico sempre ai miei ragazzi, prima di tutto devi fare il fenomeno in Primavera per 10 partite e poi si può parlare di altre prospettive. Quindi, dei ragazzi interessanti ci sono, ma probabilmente dobbiamo aspettarli ancora un po'. Ma specifico che non è che accettiamo la retrocessione. Noi lottiamo, sgomitiamo e non è scritta, perché ci sono anche i playout. Siamo in una situazione molto difficile, di cui mi assumo le responsabilità, ma siamo certi che ne possiamo venire fuori. Le altre squadre (U17, U15...) stanno facendo bene. Ma lo ripeto, quando si parla di settore giovanile non bisogna pensare tra sei mesi o un anno, dobbiamo sempre fare un progetto pluriennale", ha chiuso Carlo Sabatini, responsabile del settore giovanile del Padova.
© RIPRODUZIONE RISERVATA


/www.padovasport.tv/assets/uploads/202507/1a11ed6f2db4191919ae226615e9aa51.jpg)