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Sliding doors: Padova-Palermo, da occasione d’oro a incubo. E Andreoletti paga

Analisi Padova Palermo
Il calcio, come la vita, a volte sa essere davvero crudele. Se un suo giocatore ieri pomeriggio all’Euganeo avesse segnato nell’assalto del Padova alla porta del Palermo, sicuramente Matteo Andreoletti si sarebbe presentato in sala...
Pietro Zaja
Pietro Zaja Redattore, telecronista 

Il calcio, come la vita, a volte sa essere davvero crudele. Se un suo giocatore ieri pomeriggio all'Euganeo avesse segnato nell'assalto del Padova alla porta del Palermo, sicuramente Matteo Andreoletti si sarebbe presentato in sala stampa e non avrebbe salutato commosso gli Ultras fuori dall'Euganeo (leggi qui le sue parole). Insomma, non sarebbe stato esonerato e si starebbe godendo qualche giorno di vacanza per ripartire più forte, poi, in vista della fondamentale sfida al Frosinone. Così, però, non è andata. Anzi, la beffa è stata atroce come non mai. Perché i biancoscudati non sono neanche riusciti a strappare il pareggio, superati dai rosanero nel finale da un tap-in di Bani, nonostante la superiorità numerica dal 25' del primo tempo. E così, Andreoletti non si è presentato in sala stampa e, dopo una brevissima riunione in sede durata circa 5', è stato esonerato. Ha salutato gli Ultras, si è preso per un'ultima volta tutto l'affetto della piazza, mentre ora il Padova ha già praticamente scelto il suo sostituto. Sliding doors. Un gol mancato e un gol subito in pieno recupero con un uomo in più hanno stravolto l'avventura patavina di Andreoletti e segnato una fiducia che forse non era poi così solida nei suoi confronti. Il Padova ha perso la quarta partita di fila (Avellino, Catanzaro, Venezia e Palermo), ha salutato l'eroe della promozione in Serie B (indimenticabile quel 25 aprile a Lumezzane...) e non si è allontanato dalla zona retrocessione. Insomma, peggior sabato non poteva esserci. E per come si era indirizzata la partita nel primo tempo, il pomeriggio poteva trasformarmi in una stupenda fioritura primaverile prima della sosta. Ma alla fine non si è rivelato altro che un incubo. Un incubo di quelli che non ti fanno dormire la notte. E adesso? Staremo a vedere... Andiamo a concentrarci, però, sull'analisi della partita di ieri tra Padova e Palermo.

Le scelte tattiche di Andreoletti per Padova-Palermo

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Per la sfida al Palermo, ovvero per quella che sarà la sua ultima partita da tecnico del Padova, Matteo Andreoletti sceglie di abbandonare la strategia difensiva proposta a Venezia. Ma di affidarsi, invece, al suo classico 4-4-2, flessibile e con sembianze di un 3-4-2-1 per diversi tratti della gara. In porta c'è il solito Sorrentino, con Belli, Pastina, Perrotta e Ghiglione nella linea di difesa. In mezzo al campo torna titolare la coppia Fusi-Varas, mentre sulle corsie esterne agiscono Capelli a destra e il rientrante dalla squalifica Di Mariano a sinistra. Lì davanti il tandem pesante formato da Lasagna e Bortolussi. Flessibilità, dicevamo. Perché quando imposta, l'ultimo undici andreolettiano si apre in ampiezza, allargando e alzando molto Capelli a destra e Ghiglione a sinistra e avvicinando Di Mariano alle due punte. Diventa, quindi, quasi un 3-4-2-1 o 3-4-1-2, anche se Di Mariano agisce prevalentemente sul centro-sinistra, porzione di campo in cui può rientrare sul destro e inventare. La duttilità degli interpreti, però, permette anche di impostare a quattro e di far avanzare a destra Belli, che spesso si sovrappone a Capelli per arrivare sul fondo e crossare in area. In attacco Bortolussi e Lasagna cercano di darsi una mano per sfondare il muro rosanero, ma l'impresa non è facile. In fase di non possesso, invece, la squadra di Andreoletti si rintana nella propria metà campo con il consueto 5-3-2. Quindi, con l'arretramento di Capelli nella linea difensiva e con lo spostamento di Di Mariano, che si avvicina a Varas e Fusi a centrocampo nel ruolo di mezzala. Bortolussi e Lasagna, infine, restano avanzati, per raccogliere i lanci lunghi della difesa e far salire la squadra quando non riesce a creare gioco dal basso passando dai principali costruttori della rosa.

Il primo tempo e una gara in discesa

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Il Padova, chiamato a far dimenticare il prima possibile la brutta prestazione di Venezia (3-1 per i lagunari al Penzo nel turno infrasettimanale di martedì sera), inizia con il giusto approccio la sfida. Senza paura, tenendo testa al forte Palermo e respingendo con ordine le prime avanzate dei temibili Pohjanpalo e Johnsen. Al 9' Capelli e Ghiglione costruiscono una prima chance, che si conclude in un nulla di fatto, al quarto d'ora Rui Modesto spara alto e subito dopo Johnsen mette a lato. La sfida è equilibrata, si lotta in mezzo al campo, ma il Palermo è il primo a sfiorare il vantaggio con Johnsen, pescato in area da Ranocchia al 20'. Poco dopo, però, la partita cambia tutto d'un tratto. Il Padova riparte in velocità, Di Mariano accelera e Rui Modesto lo stende con un intervento killer sulla tibia. Var, cartellino rosso e gioia biancoscudata. Il Padova, che a questo punto si ritrova la strada quasi spianata, inizia un assalto continuo alla porta di Joronen. Di Mariano si fa bloccare al 31', poco dopo Lasagna calcia fuori, mentre al 38' Ghiglione sciupa la più ghiotta delle occasioni. Lasagna lancia lungo, Bortolussi stoppa di petto e rimette al centro, dove Ghiglione calcia a botta sicura, trovando però il pronto intervento di Bani. Il Padova ci prova fino all'ultimo secondo del primo tempo con Perrotta e di nuovo Lasagna, ma la palla non entra. La sensazione, però, è che con più qualità nel mezzo e più spinta offensiva la rete possa arrivare. E che la svolta al momentaccio padovano sia davvero dietro l'angolo. Non andrà così... Tutt'altro.

La ripresa di Padova-Palermo e la beffa nel finale

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Il secondo tempo è un perpetuo assalto del Padova alla metà campo del Palermo. Ma i rosanero, che si chiudono con ordine, ripartono con contropiedi letali e fulminei. Come al 46', quando Pohjanpalo trova solo la provvidenziale stoppata di Pastina. Da qui in poi sì, il monologo biancoscudato ha davvero inizio. Al 50' Joronen salva su Di Mariano, poi Perrotta segna, ma il gol viene annullato per fuorigioco. Poco dopo entra in campo il PapuGomez, osannato dai propri tifosi, per fornire più pulizia nelle manovre d'attacco. L'argentino sostituisce Fusi e si piazza in mediana con Varas, anche se quasi tutti i palloni transitano proprio dai piedi del campione del mondo. L'attacco prosegue, il Palermo continua a proteggersi con tutte le armi che ha a disposizione, ma la palla di entrare non ne vuol proprio sapere. Così Andreoletti decide di cambiare ancora. Escono dal campo Bortolussi e Ghiglione per Caprari e Favale. Il primo si va a sistemare al fianco di Lasagna, mentre il secondo fa il terzino a sinistra. Al 70' Capelli piazza un tiro-cross su cui nessuno arriva, gli assalti padovani perdono consistenza con lo scorrere dei minuti e Andreoletti getta nella mischia anche Buonaiuto per l'infortunato Belli. Con quattro cambi effettuati sui cinque a disposizione, il Padova spera in un colpo di magia da parte dei suoi talenti in campo (Papu, Di Mariano, Buonaiuto e Caprari su tutti), ma il guizzo non arriva. Anzi. Il Palermo nel finale ci crede, spinge. Favale salva su un colpo di testa di Pierozzi, ma dal corner che ne deriva si materializza l'incubo biancoscudato. Al 92' tra un batti e ribatti Bani si ritrova il pallone davanti alla porta e lo spinge dentro, facendo esultare i moltissimi rosanero presenti all'Euganeo. Allo scadere del recupero Pastina si fa espellere per doppio giallo e la partita finisce così. Il resto è ormai storia...

L'esonero di Andreoletti fa male: e adesso?

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Il Padova si deve salvare. Esclusivamente a questo deve pensare adesso. Certo, però, che l'esonero di Matteo Andreoletti ha fatto male e la piazza non l'ha digerito nel migliore dei modi. Tra i tifosi e il tecnico ex Pro Sesto, infatti, si era creato un rapporto speciale di stima reciproca. Dimostrazione più lampante e più recente: il saluto dell'ormai ex allenatore biancoscudato di ieri agli Ultras fuori dallo Stadio Euganeo. Emblematico, inoltre, l'applauso all'ingresso in campo di Andreoletti di ieri a pochi minuti dal fischio d'inizio di Padova-Palermo. Un attestato di fiducia nei suoi confronti da parte dei tifosi in un momento complesso, con uno degli applausi più forti che si siano sentiti al suo ingresso in questa stagione, a rimarcare ulteriormente un'alchimia che solo raramente nasce nel calcio moderno. A non credere più nelle sue capacità, però, è stata la società, che ha deciso di cambiare e di sfruttare la sosta per le Nazionali per provare a costruire qualcosa di nuovo per il finale di stagione. Il Padova vive un momento delicatissimo, reduce dalla quarta sconfitta consecutiva in Serie B, nonostante non si sia mai trovato realmente sia nella zona playout che in quella retrocessione. Una scossa, a prescindere dall'esonero, serviva e la società ha voluto trasmettere un segnale percorrendo la strada del cambio in panchina. Una virata di rotta forse inaspettata. Solo il tempo ci dirà se si sarà rivelata una mossa azzeccata o un grave errore.