- Padova&dintorni
- Calcio Triveneto
- Editoriale
- Redazione
tutto padova
Il 2026 del Padova meglio di così non poteva iniziare. Con una vittoria stupenda, di gran lunga la più bella della stagione. Una prova di carattere, di cuore. Ma questo Padova, d'altronde, si è forgiato così. Ordinatissimo a seguire i dettami tecnico-tattici dell'allenatore Matteo Andreoletti ed esemplare nel dare tutto, ma proprio tutto, in ogni istante di gara. Contro il Modena di Andrea Sottil, ieri pomeriggio allo Stadio Euganeo, è andata proprio così. La partita era difficile e così è stata, ma i biancoscudati prima l'hanno sbloccata con un cinismo impeccabile, poi, invece, hanno saputo soffrire come loro solito, colpendo in uno dei molteplici letali contropiedi che tanto hanno fatto male ai Canarini. E la classifica, al giro di boa, è meravigliosa. Il Padova è la migliore delle quattro neopromosse (si trova sopra in classifica ad Avellino, Virtus Entella e Pescara), al decimo posto in classifica e a +8 dalla zona playout. Ma soprattutto, il Padova è squadra vera. Un gruppo di amici, una famiglia, sul campo, ma anche sugli spalti. Se ieri la partita ha divertito e non poco, l'atmosfera ha proprio emozionato. Con una spinta del pubblico di questo genere, imprese simili sono ampiamente alla portata. Quel che conta adesso, però, è che il Padova sia riuscito a strappare la prima vittoria in Serie B con due gol di scarto e a chiudere il girone d'andata con un bottino che lascia ben sperare per il futuro. Andiamo, dunque, ad analizzare la strepitosa prestazione dei biancoscudati. Dalle scelte di Andreoletti ai 90' al cardiopalma, passando per un particolare paragone con la nota serie televisiva Stranger Things (sì, ci siamo sbizzarriti!). Così abbiamo visto Padova-Modena (leggi qui le pagelle biancoscudate)!
La prima formazione dell'anno non si discosta di molto da quelle del 2025. Anzi. Solito 3-5-2 andreolettiano, con Faedo e Barreca che partono questa volta dalla panchina. Per il primo una scelta tattica, per il secondo, invece, una decisione precauzionale. L'ex Torino, infatti, aveva lamentato qualche problema fisico in settimana e non è stato rischiato. Giustamente. Così Andreoletti si affida a Belli come braccetto destro nella difesa a tre completata da Sgarbi e Perrotta, a protezione della porta di Sorrentino, mentre sulle fasce giocano Ghiglione a destra e il jolly Capelli a sinistra. Nel mezzo Harder la spunta in cabina di regia su Crisetig, con Fusi e Varas intoccabili nel ruolo di mezzali. Davanti, neanche a dirlo, il tandem PapuGomez-Bortolussi, ormai indispensabile. La strategia di gioco è chiara fin da subito. Reparti stretti in un 5-3-2 quando il Modena entra in possesso della sfera e ripartenze fulminee e devastanti per colpire in velocità e creare fratture nel modulo speculare dei Canarini. Così, il Padova, quando ha la palla, si apre in ampiezza, fa correre i suoi esterni e ricerca il PapuGomez, che come un direttore d'orchestra indirizza la melodia biancoscudata a destra e a sinistra, imbucando per le mezzali e per tutti i suoi compagni che attaccano la profondità. Il gioco funziona e i contropiedi mettono in seria difficoltà un Modena che fatica a contenere il Padova quando mette il turbo. Mentre dietro, la difesa regge l'urto per tutti i 90', con una solidità (e un pizzico di fortuna) impressionante.
Pronti, partenza e via... il Modena parte in quinta, fa girare magistralmente il pallone in tutte le zone del campo e cerca di creare superiorità numerica e imprevedibilità con gli inserimenti dei suoi giocatori. Il più bravo, di gran lunga, è Tonoli, braccetto destro che spesso viene dentro al campo per giocare e abilissimo negli stacchi aerei. Proprio l'ex Pergolettese apre le danze delle conclusioni. Al 7' un suo tiro, il primo di molti, viene deviato in corner dalla difesa. Il Padova si assesta, trova le giuste misure per contrastare gli attacchi modenesi con ordine e compattezza e riparte. Con la sua arma migliore, il contropiede. E al primo affondo all'11' passa. Bortolussi apre a sinistra per il PapuGomez, che detta il filtrante in area a Capelli, il quale reindirizza in mezzo, dove sbuca proprio il bomber patavino, a cui basta soltanto appoggiare in rete uno dei più semplici tap-in per far esultare l'Euganeo. 1-0, azione magistrale e festa sugli spalti. Ma la sofferenza è dietro l'angolo. Il Padova, galvanizzato dalla rete del vantaggio, per qualche minuto continua a premere, senza trovare grandi fortune, mentre il Modena, attutito il colpo, riordina le idee e torna all'arrembaggio. Il Padova si abbassa, si stringe ed è bravo a concedere pochissimi spazi, tanto che la squadra di Sottil, dal gol subito in poi, riesce a rendersi realmente pericolosa solo in tre occasioni. Prima con una girata di Santoro che non termina così lontana dal palo. E poi con un bis di Tonoli, che da corner mette a lato e qualche minuto dopo alto sopra la traversa. Per il resto, poco o nulla in termini di pericolosità, perché i biancoscudati sono arcigni, determinati e imprigionano Gliozzi e Di Mariano in una gabbia in cui di palle ne arrivano pochissime. Così il Modena è costretto a passare a destra da Zampano, Massolin e Tonoli, e a sinistra da Zanimacchia e Santoro. Una prima frazione gestita perfettamente, senza grossi rischi e con un colpo, uno solo, decisivo.
Nel secondo tempo succede davvero di tutto. Tanto che i tifosi restano con il fiato sospeso fino all'ultimo. Perché il Modena è più convinto e perché attacca a più non posso. Zampano cerca di pareggiare in apertura, poi al 54' Massolin si mette in proprio e colpisce una clamorosa traversa con una giocata da campione. Sinistro-destro e botta da fuori. Traversa. L'inizio della sfortuna del Modena e della fortuna dei padovani, che iniziano a immolarsi a destra e a sinistra per salvare di tutto, cercando di ripartire in contropiede con la qualità del Papu e la rapidità dei suoi esterni. Sottil, a questo punto, butta dentro i centimetri di De Luca per uno spento Di Mariano e il peso offensivo adesso è ancora più arduo da contrastare. Mentre più tardi Andreoletti sostituisce l'ammonito Belli per Villa, che prende il suo posto non sbagliando un singolo intervento. Poi il Papu duella con Chichizola in un paio di occasioni, impegnando l'ex portiere del Parma a degli importanti interventi, mentre il Modena continua a rinforzarsi con energie fresche (Mendes e Pyythia) per provare ad acciuffare il pari. Il Padova, invece, cambia il reparto offensivo per provare ad attaccare con nuove leve la profondità (Lasagna e Seghetti) e quello di mezzo con un gestore eccezionale come Crisetig per Harder. Gli attacchi sporadici e poco convinti del Modena non impensieriscono più di tanto la difesa del Padova, che gestisce. Finché Gerli non apre un piattone insidioso, stappando i fuochi d'artificio all'82'. Sorrentino è bravo a intervenire, ma lo è di più un minuto dopo, quando, non si sa bene come, toglie dalla linea di porta un colpo di testa di Massolin e lo spedisce sul palo con una parata fantascientifica. Davvero impressionante... Ma non è finita. Perché il Modena preme a più non posso e De Luca, a porta sguarnita, centra il palo a due passi dalla linea. Clamoroso. Andreoletti fiuta il pericolo e si affida a Faedo per Ghiglione, così da chiudere ancor di più le linee, anche se in campo aperto di spazi ce ne sono eccome. E infatti, in pieno recupero, il Padova riparte in contropiede con Capelli, che serve Varas in area, il quale pesca l'accorrente Lasagna, bravo ad aprire il piattone e a far sbattere la sfera sul palo interno. 2-0. Estasi biancoscudata e dramma Modena. Una partita strana, bellissima. Eppure il Modena non ha giocato male, affatto. Ma il Padova, con un'enorme convinzione, si è portato a casa tre punti d'oro. Forse proprio questa ha fatto la differenza. La forte convinzione di una squadra unita nello spirito, che sopperisce a ogni carenza tecnica con il suo cuore.
Oltre a delle ripartenze a dir poco letali, l'arma in più del Padova che ha battuto il Modena è stata la... squadra. Pare una banalità, ma è così. A forza di ripeterlo potremmo diventare noiosi, ma la forza di questo gruppo, oltre che in un'impeccabile organizzazione tattica, sta nella testa di tutti gli interpreti, mentalizzati e connessi come fossero un'unica entità. Proprio per variare dalle solite considerazioni post-partita (quasi tutte simili, perché l'atteggiamento della squadra non è mai sbagliato...) ci siamo divertiti con un paragone davvero particolare, che ci permetterete e che capiranno principalmente gli amanti delle serie tv. Andreoletti (che mostro non è affatto!), ricorda un po' il malvagio Vecna della famosissima serie Stranger Things, capace di controllare con la mente i suoi fidatissimi uomini (nella serie i "demogorgoni"), tutti connessi mentalmente l'uno all'altro e assetati delle prede che il padrone decide di eliminare. Più o meno il Padova funziona così: la mente centrale è Andreoletti e le sue espressioni sono i suoi giocatori, che assorbono ad ogni allenamento e partita sempre più forza e convinzione. La sensazione è che il Padova si senta un'entità unica, una squadra forte. Il percorso è stato lungo e non privo di difficoltà, ma le scelte dei giocatori in campo lasciano pensare proprio questo. Il Padova sa perfettamente cosa deve fare. Sempre. E così può superare anche gli scogli più tortuosi, quelli che Andreoletti ha definito "squadre sulla carta ingiocabili". Esatto, sulla carta... perché con questo Padova nessuno parte in vantaggio. Forse la missione più complessa sarà quella di custodire e coltivare quest'unione d'intenti che non si vede ovunque. Ad ora non c'è nessun segnale che lasci pensare al peggio. Godiamocelo!
© RIPRODUZIONE RISERVATA