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Vecchia guardia e nuovi innesti. Per Matteo Andreoletti tutti sono importanti. Lo ha sottolineato a più riprese. Ma c'è un giocatore, tra i molti fondamentali di questo Padova, che emerge. Per impegno, dedizione, determinazione, attaccamento alla maglia e spirito combattivo. Si tratta di Kevin Varas, motorino instancabile del centrocampo assieme a Fusi. L'ecuadoriano pare un ragazzino per come si muove in campo, ma ha invece 32 anni (ma mica è un vecchietto! Anzi...). Al grande calcio si è affacciato con un po' di ritardo, come altri elementi della rosa (Bortolussi e Fusi su tutti), ma il nativo di Guayaquil ha dimostrato di poterci stare eccome. Flessibilità e duttilità, adattamento alle richieste del tecnico: caratteristiche che gli hanno permesso di emergere in ogni ruolo in cui è stato schierato. Ha fatto la mezzala, il mediano in un centrocampo a due, il trequartista, l'esterno, l'ala... e chi più ne ha più ne metta. Il tipico giocatore che ogni allenatore vorrebbe in rosa, non solo per le qualità tecniche indiscusse e per un buon fiuto del gol, ma anche per il grande senso di abnegazione che gli appartiene. Tutto quello che si è conquistato, Varas se lo è preso con fatica e sudore. Come le prime 100 presenze in maglia Padova, un traguardo prestigioso e purtroppo "festeggiato" con l'amara sconfitta di sabato a Marassi contro la Sampdoria per 1-0 (leggi qui la nostra analisi sulla partita). Un obiettivo raggiunto, di cui ha ammesso anche essersi dimenticato in sala stampa nel post-gara, per quanto era focalizzato solo sul campo. Ma andiamo a ripercorrere queste prime 100 presenze di Kevin Varas con il Padova.
Darfo Boario, Vallecamonica, Lumezzane, Teramo, Rezzato, Pro Vercelli e Pergolettese. La carriera di Varas, se non per le ottime annate in gialloceleste, sembra destinata all'ondeggiamento tra le due terre di C e D. Poi, però, l'intuizione del ds Mirabelli (ieri ospite nella nostra trasmissione Centrocampo), ammaliato dalle sue prestazioni e da un bottino di tutto rispetto (22 reti e 14 assist in 111 presenze) raccolto a Crema, lo porta a Padova. Arriva in punta di piedi, in silenzio, nell'estate del 2023, da perfetto sconosciuto. Parla, invece, con il duro lavoro e con le sue prime prestazioni. Vincenzo Torrente, allora tecnico biancoscudato, lo lascia in panchina nelle prime due partite della stagione con Mantova e Legnago, poi capisce che non può più privarsene. Così, dalla partita contro l'Alessandria, Varas diventa un titolare inamovibile del Padova. Salta la 32ª giornata con l'Albinoleffe, out per somma di ammonizioni, ma subito dopo torna in campo dal 1', salvo assentarsi con Atalanta U23 e Fiorenzuola. Nel mentre la guida tecnica cambia. Esonerato Torrente dopo il pari per 1-1 con il Lumezzane, subentra al suo posto, per la seconda volta sulla panchina del Padova, Massimo Oddo. Il milanista concede a Varas poco più di mezz'ora di gioco nel pirotecnico 3-2 del finale di stagione all'Euganeo contro la Triestina, in una partita quasi del tutto amichevole. Infatti, il Mantova è già promosso in B e il secondo posto è già blindato. L'obiettivo, dunque, sono i playoff. Ma non va bene. Affatto. Il Padova se la vede con il Vicenza e viene eliminato ai quarti di finale, con il risultato complessivo di 3-0. Una grande delusione, che non scalfisce, però, la buonissima stagione del motorino ecuadoriano, condita da 41 presenze, 8 reti e 4 assist tra Serie C, playoff e Coppa Italia, competizione persa in finale nel doppio confronto con il Catania.
Per puntare alla promozione, nonostante lo sfavore dei pronostici, il Padova si affida nell'estate successiva, quella del 2024, a un giovane allenatore dalle idee ambiziose, Matteo Andreoletti, reduce da una brutta avventura a Benevento. In poco tempo il tecnico bergamasco si conquista la fiducia e l'amore della piazza, nonché il primato in classifica. Girone d'andata da record, prestazioni eccellenti e dominio totale. Il Vicenza insegue. Varas gioca leggermente meno rispetto alla stagione precedente (35 presenze, 6 gol e 4 assist complessivi), anche perché Andreoletti, rispetto a Torrente, varia maggiormente gli interpreti della sua rosa, non solo in base alle condizioni fisiche e mentali dei propri giocatori, ma anche per le necessità tecnico-tattiche di ogni partita. Così l'ecuadoriano vede un po' meno il campo, ma risulta comunque determinante per la promozione, anche quando il Vicenza sembra poterla spuntare. Nel finale di stagione, al cardiopalma, infatti, realizza una doppietta al Lecco ed è in campo per 89' il 25 aprile, quel magico 25 aprile, a Lumezzane. Esulta, piange, viene sommerso dai tifosi. Ha contribuito anche lui a riportare il Padova in Serie B dopo sei anni. In estate la società interviene per preparare la rosa del confermato Andreoletti alla cadetteria e Varas non viene messo in discussione. Anzi, gioca con continuità (non sempre dal 1'), pure con la fascia al braccio in 7 occasioni. Ultima delle quali sabato a Marassi. Varas si sta confermando prezioso pure in B, grazie ai 2 gol e ai 4 assist realizzati in 24 apparizioni, nonché alle performance di enorme sostanza e sacrificio. Insomma, Varas, lo possiamo affermare con enorme sicurezza, è a tutti gli effetti uno dei pilastri del Padova. E le sue 100 presenze in biancoscudato sono solo uno degli obiettivi che ha raggiunto dall'estate 2023.
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