Vigilia Carpi-Padova, Mandorlini: “La vittoria è la medicina migliore. Dobbiamo sporcarci per uscirne fuori”

Vigilia Carpi-Padova, Mandorlini: “La vittoria è la medicina migliore. Dobbiamo sporcarci per uscirne fuori”

di Gianmarco Zandonà

Conferenza stampa di vigilia per il mister biancoscudato Andrea Mandorlini:

 

Qualcosa tatticamente abbiamo fatto, per gran parte del primo tempo abbiamo fatto buone cose, poi siamo andati un po’ in difficoltà ma mi è piaciuto quello che ha fatto la squadra. A Carpi sarà completamente diverso, andiamo avanti più che altro a braccio. La fatica in diversi giocatori sarà importante gestirla bene. La prima? Abbiamo preparato uno spartito, la voglia e la qualità la dobbiamo trovare, i particolari fanno la differenza. Il risultato positivo è stato importante, fondamentale per l’aspetto mentale. Era importante tornare a vincere, la vittoria è la medicina migliore al di là di come la metti. Faccio fatica ancora a valutare, poi ci sarà una settimana per capire cosa serve a questa squadra. Qualche giocatore andrà via e qualche altro potrà arrivare. Matteo a disposizione? Può essere che giochi dall’inizio, può giocare davanti alla difesa o di fianco, ma credo che Castiglia, Ronaldo e Hallfredsson hanno fatto bene e magari potrei confermarli dall’inizio, poi a partita in corso si vedrà. La tenuta fisica? Il cambiamento e l’aspetto mentale erano le cose fondamentali, sono aumentati i carichi e servirà sacrificio da parte di tutti. Capelli è entrato per fare il quinto dietro, sapeva di dover stare pronto e lo ha fatto. A parte Mokulu dovrebbe andare via Merelli, ieri Pesenti e Cherubin hanno fatto allenamento con noi e ormai sono a disposizione. Gabionetta ha avuto un problema al polpaccio, bisogna tirarlo su in modo importante. Il Carpi a Vicenza ha perso ma avuto tante occasioni e meritava di pareggiare, a Cesena ha fatto una grande partita, ma noi siamo il Padova e cerchiamo di fare la nostra partita. I cinque cambi? Situazione strana per me, mi sono adeguato abbastanza bene con l’aiuto dei miei collaboratori. Domani qualcuno dovrà dare tutto per 40 minuti, altri per 60-70, ci saranno aspetti che verranno valutati durante la partita. Ho esordito a 18 anni e dopo 41 vivo ancora uno spogliatoio, il brutto è questa categoria di se non ti sporchi fai fatica a uscirne”.

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