Wilfred Osuji potrebbe essere ceduto entro fine agosto. Ha fatto parlare di sè più per le vicende extra-campo che per le volate sul terreno di gioco. I suoi numeri (intesi come bilancio): 14 presenze, di cui 9 come subentrante dalla panchina (510’ complessivi giocati), e 1 gol, quello della vittoria in casa del Sassuolo, guidato proprio da Pea. Ma le “chiacchiere” e le “voci” sul suo conto, nel frattempo, si sono sprecate: da una presunta lite nello spogliatoio con un paio di compagni alle lunghe nottate nel suo appartamento di Abano, con musica ad alto volume e chiassate che hanno provocato le rimostranze dei condomini, sino ad una tormentata love story con una ragazza che aveva minacciato il suicidio. Dal Canto lo ha lasciato fuori ufficialmente perchè infortunato, in realtà perché Wilfred non ha mai dato garanzie, creando più problemi che benefici utili a risolvere i problemi a centrocampo. Eppure per tutti il mister non capiva nulla e si era incaponito nell’ostracismo al ragazzo… Oggi che alla guida del Padova c’è Fulvio Pea, la storia si ripete. La risposta ha lasciato a desiderare. Risultato: oggi è nella lista dei partenti, con Drame e Vicente. Le conclusioni traetele voi. A noi la vicenda fornisce lo spunto per una considerazione generale alla vigilia del debutto in campionato del nuovo Padova, e che riguarda i tanti giovani inseriti quest’anno nel mosaico biancoscudato: qualcuno di loro si è presentato con la “puzza” sotto il naso al cospetto dei compagni e dello staff tecnico, come se fosse un campione già affermato costretto a calcare la scena (minore) della B invece che palcoscenici prestigiosi. Nulla di più sbagliato e più insensato. La maglia va onorata sino in fondo, dentro e fuori dal campo.
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