Padova in caduta libera, un’altra stagione in frantumi

di Redazione PadovaSport.TV

Di male in peggio. Siamo arrivati a 5! Cinque sconfitte di fila, tre con Colomba e due con Pea, e il rischio di essere risucchiato nella zona pericolosa, dove sgomitano in tanti per evitare di finire nel gorgo dei playout, si materializzano davanti ad un Padova che, oltre ad essere inaspettatamente crollato in questo mese, paga errori madornali, come quello di cui si è macchiato Marco Silvestri ieri sera al “Manuzzi”. Un rinvio sbagliato, dopo aver ricevuto palla da Trevisan, con la palla consegnata gentilmente al neo-entrato A. Rodriguez, il quale non si è fatto pregare e ha messo dentro a porta vuota. Era il 20’ della ripresa e nessuno si sarebbe mai immaginato una svolta del genere, visto e considerato che i primi 45’ erano stati giocati più che discretamente dai biancoscudati, anche se dopo l’intervallo il confronto era diventato più equilibrato. Bloccati a quota 42 dopo il successo nel derby di Verona, Trevisan & C. devono guardarsi seriamente le spalle e trovare in fretta il modo di tamponare l’emorragìa di punti. Tanto di cappello al Cesena, invece, una delle squadre più in forma del campionato. Ha approfittato del “regalo” del portiere, ma poi ha legittimato il successo, che l’ha portato a scavalcare l’avversario in classifica: nel girone di ritorno gli uomini di Bisoli hanno raccolto 23 punti in 13 partite, di cui ben 10 nelle ultime quattro e questa è la quinta vittoria nelle sette gare interne più recenti. Un ruolino di marcia che si commenta da solo. I limiti attuali, ma profondi, dei biancoscudati sono accentuati da quanto accade nella seconda parte di gara. Davanti non si mette mai nessuno davanti al portiere, ogni iniziativa viene annullata dalla difesa romagnola: d’altra parte, se sin qui si sono segnati nel girone di ritorno appena 7 reti, peggior attacco della serie B, un motivo ci sarà. E non ci vuole un genio a capire che gli investimenti sul “mercato” invernale sono stati inutili, dato che davanti nessuno finalizza. Dunque, neanche il ritorno del tecnico lombardo è riuscito ad invertire un trend di risultati da far paura. Il gruppo è fragile, senza personalità, con le idee annebbiate. E manca completamente sul piano realizzativo. Ora ci sono una dozzina di giorni per rimettere in sesto i cocci e reagire. Ma un’altra stagione è già andata in frantumi. Per responsabilità precise, da individuare tutte dentro la società.

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