Padovano di Camposampiero, odiato e amato in ugual misura. Gianpietro Zecchin torna sabato all’Eguaneo col Varese. Il puffo per la terza volta sfiderà i biancoscudati dopo aver vestito questa maglia per quattro campionati (dal 2003 al 2007), impreziositi da 113 presenze e 17 reti.

Zecchin, le due volte che è tornato all’Euganeo è stato fischiato, cosa si aspetta?

«L’atteggiamento non cambierà. Non so bene a cosa sia legato questo astio nei miei confronti. Forse ai tifosi non è piaciuto che me ne sia andato. E’ stato meglio per entrambi. Servivano stimoli nuovi».

In che senso?

«Abbiamo provato a salire di categoria col Padova. Non ci siamo mai riusciti. Poi i biancoscudati sono andati in B e io anche per altre vie. Il destino è stato questo e non ci sono rimpianti».

Ritroverà comunque tanti amici?

«Questa è la mia città, ci saranno diverse persone che vengono a vedermi. Mi hanno già chiesto la maglia in 50 (e ride, ndr)».

Che partita si attende?

«Per noi molto difficile. La squadra di Calori è una macchina da guerra tra le mura amiche».

Voi come state?

«Bene. Siamo reduci da quattro risultati utili consecutivi: gli 0-0 con Cittadella, Grosseto e Ascoli e la vittoria sul Sassuolo. La squadra è in gran salute e cercheremo conferme in un terreno inviolato dalle altre formazioni. Vincere sarebbe un sogno e una grande impresa».

Il Padova che impressione fa?

«Ha un organico da piani alti. Non riesce a sfatare il tabù trasferta, ma sono sicuro che a breve centrerà la vittoria lontano dall’Euganeo. Ha buone prospettive per il campionato, serve solo un po’ di pazienza».

Ultima curiosità: ma lei a Padova tornerebbe?

«Non saprei proprio. Nel calcio mai dire mai, magari un giorno le nostre strade si incontreranno di nuovo. Intanto penso al Varese».

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