Filippo Tortu si racconta a Padova: “Dopo Tokyo sto pensando anche ai 200 metri. Marcell Jacobs? Amicizia e rivalità. Calcio e basket le altre mie passioni”

Il velocista italiano Filippo Tortu è un nuovo testimonial dell’onlus padovana Team For Children, l’ufficialità è stata data oggi a Palazzo Moroni, sede del Comune di Padova. Nell’occasione Filippo Tortu ha parlato anche del momento magico che sta vivendo, dopo essere sceso sotto i 10 secondi, nei 100 metri piani (mai nessuno come lui in Italia): “La preparazione per le Olimpiadi di Tokyo è ricominciata dopo qualche giorno di riposo post-mondiali – spiega – sono determinato e concentrato su questo grande evento, per me un sogno da quando ero bambino. Proverò a migliorarmi ancora, anche se devo dire che Doha mi ha lasciato soddisfatto. In semifinale nessuno si aspettava che sarei riuscito ad arrivare in finale, in condizioni non favorevoli. Marcell Jacobs? A Padova si è avvicinato molto a me, è una concorrenza che fa bene, c’è rivalità ma c’è anche una grande amicizia tra di noi, ci conosciamo da anni e siamo ottimi compagni di staffetta”. Sull’attenzione meditatica: “Fa piacere essere fermato per strada, ma rimango concentrato sulla pista. Non mi faccio distrarre, non sposto l’attenzione sulla vita fuori dall’atletica, rischio che si può in effetti correre”. Altre passioni? “Calcio e basket, tifo per Juventus e Sassari. Studio alla Luiss con una borsa di studio che concilia carriera universitaria e sportiva”. Il futuro? “Penso già a Parigi 2024, stiamo programmando il mio lavoro pensando anche a quell’Olimpiade dove forse potrò giocare meglio le mie carte, anche sui 200 metri”. Infine una battuta sul Meeting di Padova del prossimo luglio, l’organizzazione lo corteggia già: “In questo momento voglio pensare solo all’Olimpiade, ma questo Meeting potrebbe essere tra i papabili nel percorso di avvicinamento a Tokyo”.

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