Quanto rammarico c'è per non essere riusciti a finire la scorsa stagione? Eravate lanciatissimi.. «A pensarci mi mangio ancora le mani. Al momento dello stop eravamo al terzo posto, ad un solo punto dal Legnago, ma con una gara in meno. C'era poi ancora lo scontro diretto col Campodarsego da giocare, il nostro momento di forma era davvero esaltante. Gruppo unito, serenità in spogliatoio, qualità tecnica elevata, tutti ingredienti che potevano far presagire un finale molto ambizioso. La costante crescita di giocatori come Marangon, Ferretti e altri si stava facendo sentire, peccato non essere riusciti a completare la stagione, ma la salute è giusto che venga prima di qualsiasi altra cosa, compreso il lato sportivo.»
Quale è il suo giudizio su questa Serie D e chi l'ha sorpresa in positivo? «Come molti dicono, e con ragione, è un campionato anomalo per il grande numero di rinvii, si fa fatica a trovare una certa continuità e i giocatori ne risentono. Ci sono tante squadre forti che possono lottare per il primo posto, oltre al Trento mi vengono in mente Luparense, Cjarlins Muzane e Manzanese, quest'ultima mi ha impressionato per la qualità e l'armonia dei movimenti. Non dimentico poi la "mia" Union Clodiense, stanno facendo molto bene e possono contare sull'esplosione di un giocatore come Ndreca: anche con me aveva cominciato a giocare, è stata una grande intuizione del direttore sportivo e sono sicuro che farà molto bene in futuro.»
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