Serie D, i tre “cavalli di ritorno” più azzeccati. Guida Casarotto

di Lorenzo Aluigi

Il termine “minestre riscaldate” è quello più utilizzato quando un giocatore torna in una società a distanza di qualche anno e non sempre i ritorni sono visti di buon occhio dalla piazza. Ci sono tuttavia delle eccezioni, prendiamo ad esempio il caso di un campionato come la Serie D: a volte i giocatori lasciano talmente un buon ricordo che è impossibile non rivolerli in squadra.

Il primo non può che essere Stefano Casarotto, centrocampista del Mestre tornato all’ovile dopo due stagioni in Serie C alla Virtus Verona. La terza serie l’aveva conquistata proprio con gli arancioneri, un primo triennio da urlo con la promozione e il consolidamento nel professionismo. Per capitan futuro, così è chiamato dalle parti del “Baracca“, il ruolo di leader in una squadra momentaneamente prima, nonostante sia un giovane di soli 24 anni. Tre gol dal momento del suo ritorno ne fanno uno dei top player della categoria per incisività all’interno della rosa: carisma e qualità al servizio di mister Zecchin.

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