Il 7-3 inflitto al Concordia, avvicina i giallorossi alla salvezza e ad un'estate che potrebbe portare importanti novità in casa atestina.
Tennistico. Meglio, pallanuotistico. O da hockey. Insomma, sicuramente non usuale per una partita di calcio. Parliamo di un risultato, uno score roboante, come si usa dire in questi casi.
È il 7-3 esterno col quale domenica scorsa l’Este ha demolito il Città di Concordia. Una grandinata di gol che, a memoria di cronista, conquista la vetta delle migliori prestazioni dell’attacco giallorosso. Inarrivabili, 10 gol tra segnati e subiti in 90’, pur non mancando, anche nel recente passato, esiti finali da pallottoliere.
Basti ricordare il 5-1 inflitto al derelitto Palazzolo nell’ultimo turno dello scorso campionato, o il medesimo punteggio con cui al Nuovo Stadio gli atestini si imposero sul solito Città di Concordia (una vittima designata, evidentemente) nel novembre 2009. Al dicembre dello stesso anno risale, invece, un’altra impresa esterna: 2-4 a Tamai. Mentre bisogna arrivare alla notte dei tempi di fine millennio, quando il palcoscenico calcato era la Prima categoria, per trovare una clamorosa rimonta da 0-3 a 3-3 di Pescarini e soci in un derby con l’Aurora Granze davanti ad oltre 400 spettatori che assiepavano la tribuna dello storico Comunale.
Storie d’altri tempi. Quella contemporanea racconta invece di una squadra che con le doppiette di Moresco e Rondon (ma anche di Carraro e il sigillo finale di Bedin, a salutare un gradito ritorno dopo mesi di assenza)si è portata a +10 dalla zona pericolo: divario che dovrebbe permettere ai boys di Zattarin una tranquilla gestione dell’ultima parte di torneo, con una comoda salvezza che pare alla portata.
A meno 6 dai playoff e con altrettante gare da giocare, l’aritmetica permetterebbe anche di sognare un bis del risultato raggiunto dodici mesi fa ma l’impresa pare francamente irrealistica, anche se il pallone è rotondo e in passato un campionato indecifrabile come la D ha spesso riservato esiti imprevedibili.
Largo quindi ai rimpianti? Se il bomber Aliù non si fosse gravemente infortunato dopo soli 17’ della prima partita… Se Rosellini fosse stato acquistato subito per coprire l’evidente falla nel ruolo di portiere… Se Carani fosse arrivato prima a completare il parco attaccanti… Giammai. Piuttosto complimenti a una società che ormai da più di un lustro si è ritagliata un posto fisso nella massima categoria dei dilettanti e che, assieme al San Paolo, ogni domenica porta in giro per l’Italia il nome della Padova calcistica extra biancoscudati e granata cittadellesi.
Con un occhio al futuro che, chissà, in estate potrebbe offrire scenari nuovi ed inediti, in vista di un progetto tanto ambizioso quanto difficile.
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