Blindato dal club bianconero, il trequartista classe 2004 è partito forte anche in serie B
Padova verso Pisa con “responsabilità e personalità”
Simone D'Uffizi è il talentoso fantasista e esterno offensivo dell'Ascoli, un giocatore che il Padova dovrà saper contenere. È salito alla ribalta come l'uomo in più della squadra marchigiana grazie alle sue giocate di pura tecnica, dribbling e fantasia. Il classe 2004 è stato il trascinatore assoluto della promozione dell'Ascoli dalla Serie C alla Serie B nella stagione 2025/26, laureandosi capocannoniere del girone B con ben 13 reti (tutte realizzate su azione). Il suo exploit e la sua classe lo hanno reso un idolo della tifoseria del Del Duca, spingendo la società a blindarlo con un rinnovo di contratto fino al 30 giugno 2030. Nello scacchiere tattico bianconero, rappresenta la principale fonte di imprevedibilità e l'arma perfetta per scardinare le difese avversarie
Eppure la sua storia, come molte altre, nasce da porte sbattute in faccia: "Mi dissero che ero troppo magro, in quel momento pensai che l’unica cosa da fare fosse smettere” ha dichiarato in una recente intervista. Se a mettere lo stop alla tua carriera sono prima i dirigenti della Roma e poi quelli della Lazio, un po’ male ti fa. Eppure al classe 2004 di origine laziale è bastato cambiare lato per tornare a sgasare e far impazzire i suoi tifosi. Bastava un po' di fiducia: "Mi reputo un esterno che ha ricevuto tanta fiducia dal mister e dal direttore fin dal primo giorno di ritiro. Non avevo mai segnato più di 3 gol, ora sono in doppia cifra e posso migliorare ancora” ha detto. D'Uffizi poi è l'amuleto dell'Ascoli, quando segna lui la squadra vince. Con Tomei allenatore, sta raggiungendo la maturità calcistica: gioca dietro la punta come esterno offensivo sinistro nel 4-2-3-1 che sta funzionando bene anche dopo il salto di categoria.
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