Vieri Chiricò

Vieri su Instagram: "Chiricò ha fatto tripletta, ha il numero 32 e non aggiungo altro..."

Prima di vincere tutto con la Juventus, Angelo Di Livio ha vestito per tre anni e mezzo la maglia del Padova, facendosi le ossa in Serie B per poi prepararsi al grande salto con i bianconeri. La formazione biancoscudata vuole tornare in cadetteria ed è certamente fra le favorite dei playoff, avendo già ipotecato il passaggio alla Final Four con il successo per 3-1 sul Renate. Il “soldatino” – come era definito dai suoi ex compagni e tifosi – ha detto la sua sul cammino del Padova, intervistato per la rubrica “Voci illustri” nell’ambito della partnership fra Eleven Sports e TuttoC.com.

La vittoria contro il Renate è la dimostrazione di grande valore a livello tecnico e tattico, ma anche fisico. L'errore da non commettere adesso – ammonisce Di Livio - è quello di sentirsi i più forti, come avvenuto, secondo me, nella parte finale di stagione, in cui il Perugia non ha mollato di un centimetro ed è riuscita a regalarsi una promozione straordinaria. Mandorlini è un grande allenatore, che ha vissuto importanti stagioni in Serie A. Questo non è per lui il momento di pensare al prossimo anno, bensì serve continuare ad allenare la squadra ancora con grande intensità ed attenzione”.

Di Livio

Di Livio ha scalato le serie step-by-step, partendo proprio dalla Serie C con Reggiana e Nocerina, prima di vestire per due anni e mezzo la maglia del Perugia in C1 e – come detto – passare al Padova in B. Proprio queste due squadre si sono contese, fino all’ultima giornata, la promozione diretta nel girone B: “Le porto entrambe nel cuore, sono due squadre a cui sono affezionato in maniera straordinaria. E' grazie a queste due piazze se ho avuto la possibilità di arrivare in alto, fino alla Juventus e poi anche alla Nazionale”.

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