Covid in Veneto, Crisanti: “Il monitoraggio non ha funzionato, zona gialla e tamponi rapidi hanno favorito i contagi”

di Redazione PadovaSport.TV

Andrea Crisanti, ordinario di Microbiologia all’Università di Padova, ha fatto il punto questa mattina a SkyTg24 sulla situazione in Veneto, in attesa di capire se la Regione cambierà colore:

In Veneto la zona gialla è stata considerata una medaglia, un lustrino e si sono fatti molti tamponi rapidi. Più posti in terapia intensiva e in ospedale hanno portato paradossalmente a fare circolare di più il virus. Va cambiato il sistema dei 21 parametri per determinare il colore delle varie zone. Ventimila casi al giorno dopo mesi di monitoraggio fanno capire che qualcosa non è andata nel verso giusto. Terza ondata? Ancora non si può dire, perchè in questi giorni i dati sono falsati dal numeri di tamponi fatti, che hanno avuto un andamento erratico per via delle festività

Intanto da lunedì mezza Italia, come riporta il Corriere della Sera, potrebbe essere in fascia arancione. Se in Emilia-Romagna si dà per scontata l’ordinanza del ministro della Salute Roberto Speranza e nel Lazio si guarda con apprensione «al peggioramento della curva», il Veneto ieri aveva superato la soglia, la Lombardia era al limite e la Liguria appena sotto. Rischio alto anche per Piemonte, Puglia, Calabria e Basilicata. La situazione è ancora critica tanto che Walter Ricciardi, consulente dello stesso Speranza, insiste a chiedere «un lockdown minimale di due mesi, parola che terrorizza i politici, ma che viene attuato in Germania e Gran Bretagna», pur sapendo che il governo continua ad escluderlo.

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