Calcio caos, l’avvocato Chiacchio: “Cassa integrazione per chi guadagna seimila euro al mese? Improponibile”

Calcio caos, l’avvocato Chiacchio: “Cassa integrazione per chi guadagna seimila euro al mese? Improponibile”

di Redazione PadovaSport.TV

“Il calcio, forse ancor più di tante altre attività, è legato a doppia mandata alla ripresa e alla fine dell’emergenza”. È tornato a parlare l’avvocato Eduardo Chiacchio, esperto di diritto sportivo (leggi qui il primo intervento che abbiamo riportato), intervenuto ai microfoni di TMW, commenta così la situazione del calcio legata all’emergenza coronavirus. “Ho sentito parlare molte forze politiche a riguardo. Il più qualificato a riguardo è il mio concittadino, il Ministro Spadafora: credo ci sia una necessità di una riduzione dei costi”.

“Taglio dei contratti? Il Presidente Gravina non ha mostrato chiusura totale a questa valutazione espressa dal Ministro Spadafora. E’ un auspicio in via teorico, ripeto, non sappiamo quando ci sarà la ripresa. Ancor più di un’eliminazione del FFP, credo si debba andare incontro al contenimento dei costi”.

“Cassa integrazione e ferie? La cassa integrazione è uno strumento dove ci sono necessità diverse. E’ vero che ci sono molti calciatori che percepiscono sui 30mila euro annui, sono tanti. Però tanti vanno anche ben al di là. Proporre anche per un giocatore che prende un importo netto dai 50 agli 80mila euro netto, la cassa integrazione è un istituto improponibile. Le ferie da godere sono una revisione dell’accordo collettivo che ho consigliato a molte società che assisto. Non è da escludere che si possa andare oltre al 30 giugno per il completamento dei campionati. Mi sembra una soluzione avallata e auspicata anche dai club professionistici. Molte società stanno disponendo il periodo di ferie. L’accordo collettivo prevede quattro settimane, ogni singola società poi stabilisce col calciatore”.

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