L'inchiesta

Curva sud, l’intercettazione del tecnico: “Facciamo magheggi”

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Benvegnù e Peruzzi, i due dipendenti del Comune, secondo il giudice sapevano che quel subappalto era mascherato in modo illecito

Redazione PadovaSport.TV

Nell'inchiesta sulla nuova curva sud che sta scuotendo l'ambiente del Calcio Padova, i due funzionari del Comune (il direttore dei lavori Giacomo Peruzzi; e Stefano Benvegnù, che è stato responsabile unico del procedimento di assegnazione della gara fino a maggio) e il referente dell’azienda bresciana sono accusati di concorso nel compimento delle irregolarità.

Benvegnù e Peruzzi, in particolare, secondo il giudice sapevano che quel subappalto era mascherato «con contratti di subaffidamento in violazione sistematica dei limiti di valore delle opere» ma nonostante ciò «nulla opponevano e nulla deliberavano a tutela del contratto pubblico» né tantomeno «a tutela del Comune». Il Corriere Veneto e altri quotidiani locali riportano oggi anche il contenuto delle intercettazioni effettuate dalla guardia di finanza. Uno dei funzionari viene sorpreso a discutere sulla questione dello sforamento del limite dei 100mila euro e dei lavori fatti passare per subaffidamento. «Se va bene- si dicono - è una rogna in meno, se va male dobbiamo trovare una soluzione che non ci costi troppi soldi». E Peruzzi avrebbe azzardato: «Sì, ma facciamo passare (...) tanto ormai passano... magheggi su magheggi».

La difesa

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Il tecnico comunale - che come gli altri tre indagati è stato sentito dal magistrato la scorsa settimana - dice di non ricordare di aver pronunciato quella frase. «E infatti - spiega il suo legale, Gianni Morrone, come riporta il Corriere Veneto - vogliamo ascoltare la registrazione delle intercettazioni per capire se, eventualmente, possa essere stato frainteso. Da parte sua, Peruzzi assicura di aver sempre agito correttamente». Stessa tesi ribadita dall’avvocato Marco Ravazzolo, che difende l’architetto Benvegnù: «Il mio cliente ha piena fiducia nel lavoro dei magistrati, ai quali fornirà ogni collaborazione nella convinzione che, una volta fatta chiarezza, emergerà la sua totale estraneità alle accuse».

 

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