Ecco cosa chiederà la serie C: Pietro Lo Monaco anticipa i temi dell’assemblea di domani

di Redazione PadovaSport.TV

Pietro Lo Monaco, consigliere federale ed ex amministratore delegato del Calcio Catania, parla ai microfoni di TuttoSport dell’importante assemblea dei club di C che si terrà domani 3 aprile

«Si tratta di un’assemblea voluta da tutte le società con il solo punto all’ordine del giorno sulla richiesta di annullamento o sospensione del campionato. È davanti agli occhi di tutti l’impossibilità di concluderlo nel tempo che ci resta a disposizione alla luce dell’emergenza sanitaria. La proposta proviene da tutti i club. Il messaggio che si sta lanciando sulla possibile ripresa mi sembra veramente fuori dal mondo: la pandemia è una problematica talmente tanto seria ed evidente che ripensare a ricominciare in medio tempo sarebbe da avventati. Quale presidente rischierebbe di mettere insieme 50 persone per gli allenamenti quotidiani?».

Cosa chiederanno, in sostanza, i club?
«Lo sblocco e la restituzione delle fideiussioni. È normale che, nel momento in cui non vi è la prestazione lavorativa viene a cadere anche la base retributiva e quello che ne consegue. Per i club sarebbe una boc- cata di ossigeno. Poi, ancora, la possibilità di attingere alla cassa integrazione. È chiaro che le problematiche che nasceranno saranno di pertinenza della Figc, ma io allargo il ventaglio, poichè riguarderà anche la Fifa. Il problema dell’Italia ce l’hanno tutte le altre nazioni, dalla Spagna all’Inghilterra. Sarebbe auspicabile che gli accorgimenti avessero una matrice unica. Quando tutto sarà finito, sarà un altro calcio. Riguardo la questione stipendi: vi sono dei contatti con l’Assocalciatori che, tra l’altro, mi sembra sia uno di quegli organismi che da una parte ha predicato la chiusura totale e dall’altra non può pensare che vi sia retribuzione in mancanza di prestazione. Riguardo alla classifica, congelamento per salvaguardare promozioni e retrocessioni? In questa assemblea non si parlerà di questo che è di pertinenza del Consiglio Federale. Fermo restando che una situazione del genere non farà contento nessuno, credo che la situazione più grave sia la salute di noi italiani e delle aziende».

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