Il futuro del calcio in TV

di Redazione PadovaSport.TV

Chi è nato negli anni Ottanta (o prima) ha potuto seguire in prima persona l’evoluzione del calcio in televisione. Dal nulla cosmico agli highlights la domenica pomeriggio, poche ore dopo le partite, fino alla trasmissione della sintesi di un tempo e alla trasmissione delle partite delle competizioni europee, il mitico “mercoledì di Coppa” tanto caro al ragionier Fantozzi, maschera creata e interpretata dall’indimenticabile Paolo Villaggio.

Oggi non esiste quasi partita di calcio alla quale non si possa assistere da casa, comodamente seduti sulla propria poltrona. Ma alla classica modalità di fruizione, quella televisiva, negli ultimi anni sta prendendo sempre più piede un altro mezzo di trasmissione: lo streaming.

La questione diritti tv

Facciamo un piccolo passo indietro a maggio, quando Sky e Lega Calcio rischiarono lo scontro per il pagamento dell’ultima tranche dei cosiddetti diritti tv, cioè quel denaro che le emittenti pagano alla Lega (e quindi ai club) per poter trasmettere le partite della Serie A.

Quella dei diritti tv è una partita – mai termine fu più corretto in questo caso – importante e delicata, perché nell’epoca moderna i soldi delle televisioni sono quelli che permettono alle società di andare avanti, molto più di quanto non faccia il botteghino, un tempo fonte principale di sostentamento dei bilanci.

Qualche giorno fa, un nuovo attore si è affacciato alla finestra dei diritti tv, un attore che potrebbe cambiare radicalmente il settore: Amazon.

Il calcio passa sul web

Amazon, lo conosciamo ormai tutti, è un’azienda di commercio elettronico statunitense, nonché la più grande Internet company del mondo. Da qualche anno, la compagnia ha lanciato anche il suo OTT, cioè la tecnologia Over the Top, attraverso la quale l’utente può fruire di contenuti attraverso Internet, quindi senza dipendere direttamente da fornitori delle infrastrutture.

Di esempi di OTT ce ne sono molti. Tra i più famosi, Prime Video di Amazon a parte, come non citare Netflix, Infinitye anche DAZN, piattaforma che un paio d’anni fa è entrata nel mercato dei diritti tv del calcio italiano, facendo un po’ da apripista a quella che potrebbe diventare una nuova tendenza.

Dopo DAZN, con l’ingresso di Amazon accanto ad emittenti classiche come Sky e Mediaset lo streaming di calcio potrebbe diventare non più l’eccezione, come lo è stato per Dazn in questo biennio, ma sempre più la regola.

Un ingresso in grande stile

L’asta per l’assegnazione dei diritti tv della Champions League in Italia si è svolta qualche giorno fa.  In palio c’erano i quattro pacchetti per il triennio 2021/2024, cioè quello che parte la prossima stagione.

Sky si è aggiudicata il pacchetto principale, quello che le permetterà di trasmettere un totale di 104 partite di Champions, mentre Mediaset ha acquisito il diritto di trasmettere le 16 migliori gare del martedì e la finalissima, che si disputerà il prossimo 29 maggio 2021 allo Stadio olimpico Atatürk di Istanbul, in Turchia.

Ad Amazon è andato invece il pacchetto con le 16 migliori gare del mercoledì, che a partire dalla prossima stagione si potranno vedere su Prime Video. Attualmente, l’abbonamento a Prime Video costa 36 euro l’anno o 4,99 euro al mese, e permette di godere anche dei servizi di spedizione rapida e senza costi di Amazon Prime.

Difficile dire adesso se, con l’acquisizione dei diritti tv della Champions, il prezzo di Prime Video sia destinato ad aumentare. Ma una cosa è certa: il calcio viaggia sempre più su Internet.

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy