Il giallo-De Santis, Eleonora in un fil di voce prima del silenzio: “Andrea…”

di Redazione PadovaSport.TV

L’omicidio dell’arbitro Daniele De Santis e della sua compagna Eleonora Manta rimane avvolto nel mistero. Le indagini proseguono a tamburo battente sul feroce duplice assassinio. Tutto ruota attorno a quell’uomo, giovane, visto fuggire pochi istanti dopo il delitto. Era lui l’assassino? O forse si tratta di qualcuno che, udite quelle urla è scappato per non rimanere coinvolto? Questa seconda ipotesi regge su gambe malferme. E non fa il match con le indicazioni raccolte dai carabinieri che hanno ascoltato a lungo e più volte diversi testimoni. La Gazzetta del Mezzogiorno prova a ricostruire quanto accaduto: la zona in cui si è consumato il grave fatto di sangue è a traffico limitato a partire dalle 21, ci sono delle telecamere attive da quell’ora, ma l’assassino potrebbe essere fuggito prima, consapevole del rischio che correva.
Ma un filmato comunque esiste, ed è in mano agli investigatori. Mostra un giovane ripreso da telecamere nella zona di viale Gallipoli, camminava con fare lesto, la testa coperta dal cappuccio di una felpa scura. La descrizione corrisponde ad alcune testimonianze. Potrebbe essere lo stesso uomo fuggito dall’appartamento? Ci sono buone probabilità. E poi quel nome, Andrea. Il nome che Eleonora avrebbe pronunciato prima di cadere al suolo sotto i fendenti, sul pianerottolo di quell’appartamento al civico 2 di via Montello dove la coppia viveva. “Andrea…”. Poi il silenzio. Questo il nome che un testimone ha detto di aver udito. Gli investigatori sarebbero risaliti in breve a una persona vicina alla coppia, amica. Rintracciato e torchiato a lungo, risultato poi estraneo al terribile accaduto.
Eleonora, fresca di impiego all’Inps e Daniele, gestore di un b&b e arbitro di C1 avevano una vita fin troppo normale. Il che rende tutto paradossalmente più difficile. Le vittime però conoscevano l’assassino e non avevano il minimo presagio di ciò che li attendeva. Magari gli hanno pure aperto la porta. E lui, l’assassino, potrebbe aver lasciato le sue impronte digitali sul citofono o sul campanello. Restano portò molti dubbi, Ce l’aveva con lui l’assassino? E perché? Come è stato possibile che in due, giovani, forti, non siano riusciti ad avere la meglio su una sola persona resta un altro mistero, dissolto solo dalla chiave di lettura che porta alla sorpresa che ha colto la coppia, lunedì sera.

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