Cittadella, Tsadjout si presenta: “Molti attaccanti mi hanno parlato bene di questo club, ora tocca a me”

di Redazione PadovaSport.TV

Frank Tsadjout, 21 anni, la nuova scommessa di Stefano Marchetti, ha iniziato come meglio non avrebbe potuto la sua avventura in maglia granata (gol e assist in amichevole con il Mantova). Alla prima uscita col Mantova la sua intesa con Roberto Ogunseye è parsa talmente consolidata da far sorgere il dubbio che i due si fossero appena conosciuti. «Come sapete ero in prestito al Charleroi — spiega l’attaccante scuola Milan — e parlando con la mia famiglia, ci eravamo detti che l’obiettivo sarebbe stato quello di giocare tanto e di avere un buon minutaggio. In Belgio eravamo già alla quinta giornata e le possibilità di giocare erano scarse, ci siamo parlati con il mio entourage e abbiamo deciso che sarebbe stato bello fare un’esperienza in Italia in serie B. La mia famiglia vive in Francia, a Parigi, ma in verità io sono cresciuto a Milano e lì ho tutti gli amici e le persone che mi vogliono bene. Il mio procuratore ha sempre deciso di parlarmi di possibili trasferimenti solo quando ci fosse stato qualcosa di concreto. Quando ho saputo dell’interesse del Cittadella ho detto subito che la possibilità mi interessava molto. Qualche mese fa avevamo già ipotizzato che potessi trasferirmi in granata, il Cittadella era la prima scelta e mi ritengo fortunato che sia finita così». L’impatto con Cittadella è stato positivo, anche se la conoscenza dell’ambiente è giocoforza ancora limitata. «Parlando con il mio agente e con il direttore Stefano Marchetti — dice Tsadjout, come riporta il Corriere Veneto — mi avevano parlato di un ambiente molto familiare, in cui non sarebbe stato difficile integrarsi. Sono contento della scelta, penso di potermi inserire bene. Alla mia età è importante accumulare presenze per acquisire esperienza per mostrarsi al calcio che conta. Penso di avere le qualità per guadagnarmi il mio posto. So che la mia affermazione passerà attraverso il lavoro duro e ci vorrà tanto sacrificio». Quanto alle caratteristiche Tsadjout si descrive così: «Ho una buona progressione sul lungo e questo mi permette di difendere in pallone e di far salire la squadra. Mi sacrifico volentieri per fare entrambe le fasi. Con Ogunseye non ci conosciamo, siamo insieme da due giorni, ma trovo interessante che sia io che lui ci siamo fatti un assist a vicenda… Grazie al lavoro di Venturato e alla nostra disponibilità penso che si possa creare qualcosa di molto interessante. Kouamé l’ho conosciuto quando è arrivato al Genoa, so che a Cittadella aveva fatto una grande stagione e come lui anche Luca Vido, che mi ha sempre parlato molto bene di questo ambiente. E ora tocca a me».

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy