Durante la puntata di ieri sera della nostra trasmissione dedicata interamente al Calcio Padova, Centrocampo (clicca qui per recuperala), dagli studi di Telecittà è intervenuto anche l'ex biancoscudato Antonio Di Nardo. L'attaccante, diventato un idolo nei suoi quattro anni di militanza nella città del Santo, si è espresso sul calciomercato invernale del Padova e sulla situazione della squadra di Matteo Andreoletti. Ecco le sue parole: "C'è un po' di affluenza nel reparto offensivo della squadra, ma credo faccia anche bene. L'allenatore deve fare delle scelte. Non è una questione di responsabilità, penso che sia bello avere dei giocatori forti che puoi scegliere durante la settimana lavorandoci tutti i giorni. Per un allenatore è sempre un bene. Dà stimolo avere la concorrenza, ma adesso bisogna dare qualcosa in più. Se qualcuno non sta dietro al ritmo si siede e rischia di non giocare. Quando giocavo a Padova eravamo tanti e qualcosa di positivo porta. Quello di adesso è un gruppo sano, chi non gioca è subito pronto a subentrare. Ma deve essere stimolante, soprattutto per chi non gioca. Come ridisegnerei l'attacco? Ho visto Bortolussi veramente isolato in mezzo al niente. Nonostante tutto ha fatto una buona partita, ma ha bisogno di una mano, non può fare la guerra sempre da solo. Si sta confermando il giocatore che ho sempre pensato. Lo stimo tanto, perché è arrivato un po' in ritardo come me. Ma al di là dei gol, lui è un attaccante completo, che si prende fallo, che lega con la squadra. Ha una stima incredibile. Bortolussi è esploso un po' tardi, ma l'attaccante matura più tardi, magari a 25/26 anni. Lui si sente l'uomo simbolo, ha la piena fiducia della società, del gruppo. Sono stati presi dei giocatori proprio per supportarlo, con la speranza che non gli venga un raffreddore...".
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Di Nardo a Centrocampo: “Preoccupato? Sì, ma ora il Padova deve lavorare sui nuovi acquisti e sul modulo”
Le parole di Totò Di Nardo a Centrocampo, il nostro talk dedicato al Padova
—"Silletti? Non lo conosco, ma se è stato preso è stato valutato. Lo porti a Padova, non a Carrara, con tutto il rispetto. Quindi è sicuramente un giocatore forte, già pronto. Baselli al Chievo? Mi aspettavo di più. Non è stato fortunatissimo con gli infortuni. L'avevo sentito quando ha firmato - ha proseguito l'ex attaccante del Padova Di Nardo - abbiamo giocato insieme al Cittadella e siamo rimasti in contatto. In estate è arrivato con grande entusiasmo, ma ha avuto qualche infortunio di troppo. Vero che il Papu è rimasto fermo due anni, ma Baselli uno. Ha fatto una buona preparazione, l'allenatore lo vedeva abbastanza bene, lui stava bene, ma ha avuto un altro infortunio. Quindi, capisco che mentalmente non sia semplice ripartire. Forse da questo punto di vista ha fatto fatica. Poi è stato bene, ma l'allenatore ha fatto altre scelte. Non ho avuto ancora modo di sentirlo. La Serie D non è un campionato semplice, anche se sei un giocatore di categoria superiore. Il Chievo è secondo in classifica, ha una squadra forte, ma la D è un campionato molto complicato. La situazione della squadra? Bisogna essere preoccupati. La Samp penso sia una squadra che come organico non centra con la posizione di classifica che ha. Poi il Bari, che comunque qualcosa ha fatto sul mercato... è una piazza difficilissima, hanno già cambiato tre allenatori. Bisogna essere preoccupati, ma lavorare sui nuovi acquisti e sul modulo, che secondo me cambierà. Vorrei dire che quando si parla di attacco, si parla di squadra. La colpa dei pochi gol non è degli attaccanti, è una questione di coraggio. La squadra fa fatica a prendere campo. Giocano bassi e arrivano poco in area avversaria. E' un discorso di atteggiamento. Puoi giocare anche con sette attaccanti, ma se non vai avanti a fare gol...".
La mentalità della squadra, il gol annullato a Bortolussi, Faedo e gli altri
—"Altre squadre giocano con coraggio, come la Juve Stabia. La Carrarese, ma che squadra ha? Però ha la mentalità giusta. Il gol annullato a Bortolussi contro il Monza? Di solito se succedono situazioni come quella di Sgarbi con Pessina a centrocampo danno fallo al contrario, perché abbassano la testa ed è gioco pericoloso per chi abbassa la testa. Qua hanno deciso in maniera diversa, boh... Faedo? E' un che magari può sbagliare, ma è uno che rimedia. Con il Monza mi è piaciuto. Anzi, è stato uno dei migliori. Da chi mi aspetto di più? E' sempre un discorso collettivo, non bisogna giocare con la squadra. Devono giocare più da squadra. Andreoletti ha detto che hanno fatto la loro migliore prestazione, ma nelle situazioni di reparto, nella difesa, che comunque ha contrasto una squadra molto forte. Nel cuore, ma nel proporsi e nel cercare di far male all'avversario ho visto grosse difficoltà. Nella fase di possesso non ho visto giocatori che andavano a proporsi o a prendere la palla. Ho visto tanti piccoli giocatorini che si nascondevano. Cercavano di giocare dal basso, ma nel primo giro palla erano tutti chiusi. Si cercava sempre palla in avanti e nel primo tempo c'è stata una situazione in cui hai anche rischiato di prendere gol. Ma chi ha la palla non ha soluzioni", ha chiuso Totò Di Nardo, storico attaccante del Padova tra il 2007 e il 2011, con cui ha realizzato 23 reti in 103 presenze.
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