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Il Padova è competitivo davvero con tutti e con il Modena l’ha dimostrato ancora

Pietro Zaja
Pietro Zaja Redattore, telecronista 
Tre punti fondamentali. Contro il Modena il Padova non è solo riuscito a portarsi a casa la vittoria, ma si è assicurato un altro mattone per la costruzione della sua permanenza in B. Al Braglia non era facile, tutt’altro, ma i ragazzi di...

Tre punti fondamentali. Contro il Modena il Padova non è solo riuscito a portarsi a casa la vittoria, ma si è assicurato un altro mattone per la costruzione della sua permanenza in B. Al Braglia non era facile, tutt'altro, ma i ragazzi di Matteo Andreoletti sono stati ben più furbi di quelli svogliati di Andrea Sottil. I biancoscudati, infatti, hanno colpito due volte nelle prime occasioni della partita, propiziate da un atteggiamento avversario decisamente passivo, e hanno retto l'urto avversario per il resto della sfida, concedendo solo poche opportunità da rete. L'atteggiamento giusto, la strategia corretta. Il tecnico ha preparato la sfida di ieri al Modena nel migliore dei modi. Aiutato anche dalle amnesia difensive e in costruzione dei Canarini, il Padova si è dimostrato spietato. E se con il Mantova il Padova, nella doppia sfida, ha "regalato" 6 punti, con il Modena è stato l'esatto opposto. A dimostrazione che la Serie B non segue logiche precise e che bisogna mettersi il cuore in pace: si può vincere, pareggiare o perdere con chiunque, ma proprio con tutti! Andreoletti l'ha capito benissimo al suo primo anno in cadetteria, tanto che il suo mantra "dobbiamo essere equilibrati" funziona da inizio stagione. Tra alti e bassi i biancoscudati non hanno mai sbandato o perso la rotta. Possiamo dirlo: il Padova è solido. Certo, migliorabile, ma solido nella sua interezza. Potrà piacere o meno il suo gioco, ma i 33 punti raccolti in 27 giornate ne sono una limpida dimostrazione. Smentire Andreoletti in questo momento è quasi impossibile. Ma andiamo ad analizzare più nel dettaglio la sfida di ieri tra Modena e Padova, vinta dai patavini per 1-2 grazie alle reti di Lasagna e Faedo (leggi qui le pagelle biancoscudate).

Le scelte tattiche di Matteo Andreoletti

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L'allenatore del Padova Andreoletti sceglie di approcciare il Modena di Sottil al Braglia con la stessa impronta tattica delle ultime partite. Ma con qualche variazione, alcune inaspettate, negli interpreti. Dunque, solita difesa a quattro in impostazione e consueto 5-3-2 in fase difensiva, ma con alcuni giocatori diversi rispetto alle uscite delle ultime settimane. Sia perché l'infermeria si è riempita di recente, sia perché il Padova giocherà già martedì sera all'Euganeo nel turno infrasettimanale contro lo Spezia. Qualche cambio è quindi necessario per far rifiatare la rosa. Privi di Fusi e Perrotta squalificati e degli infortunati PapuGomez, Ghiglione, Barreca e Bacci, i patavini scendono in campo con la novità Fortin tra i pali. Il portiere cresciuto nelle giovanili biancoscudate non giocava dal 22 novembre contro il Venezia, oscurato da un rendimento eccellente di Sorrentino. Davanti a lui l'inedita linea a quattro, mai vista in stagione, composta da Belli, Sgarbi, Pastina (all'esordio da titolare in campionato) e Faedo, quest'ultimo adattato a terzino sinistro per le assenze di Ghiglione e soprattutto Barreca. A centrocampo Harder e Varas devono gestire il gioco e fare legna nel mezzo, con Capelli e Di Mariano larghi sulle due corsie esterne, a supporto del tandem offensivo formato da Buonaiuto e Lasagna. Bortolussi, invece, riposa. Così il Padova, quando ha la sfera, imposta con una sorta di 4-4-2, giocando in ampiezza per creare spazi per gli inserimenti, abbassando più Buonaiuto che Di Mariano per agevolare la costruzione della manovra e sfruttando anche la la grande capacità nell'attacco alla profondità di Lasagna. Di contro, quando la palla è tra i piedi dei Canarini, la formazione di Andreoletti si arrocca nel famigliare 5-3-2. Abbassando e stringendo Capelli a destra e Faedo a sinistra e arretrando Di Mariano nel ruolo di mezzala, lasciando al blocco più offensivo Lasagna-Buonaiuto il compito di esercitare una pressione decisamente non asfissiante. Anche perché, per come si mette la partita, non è necessaria.

Il primo tempo di Modena-Padova e l'uno due fulmineo biancoscudato

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Pronti, partenza e via... subito un'enorme colpo di sfortuna per il Padova. Non passano neanche 5' che Harder sente tirare un muscolo della gamba ed è costretto a fermarsi. Al suo posto entra a freddo Crisetig, chiamato a dettare i tempi e a mettere ordine nel mezzo. Ma nei primi minuti di partita si gioca pochissimo. La gara è continuamente interrotta, finché all'8' il Modena non regala letteralmente il pallone al Padova. Con un passaggio horror di un difensore, i Canarini recapitano la sfera sui piedi di Di Mariano, che lancia in porta Lasagna, a cui basta staffilare Chichizola per far esultare gli 800 padovani presenti al Braglia. Incerti come non mai, i modenesi faticano a mettere insieme una serie di passaggi e così il Padova, già avanti di un gol, ne approfitta per mettere sotto pressione gli avversari. E al 15' raddoppia. Buonaiuto da corner pennella magistralmente e Faedo, con la testa, pizzica quel tanto che basta il pallone per spedirlo alle spalle del portiere del Modena. 0-2 e apoteosi Padova. A questo punto, per i ragazzi di Sottil si fa durissima. I giocatori in maglia gialla reagiscono d'impulso, sono precipitosi e sbagliano l'impossibile. Così il tecnico interviene subito e rileva Beyuku per il talentuoso Massolin alla mezz'ora. Qualcosa, pian piano, cambia, anche se Massolin fatica a entrare in partita. Gerli prova la botta ravvicinata, centrale, al 32', mentre il Padova si difende con ordine, non si esalta per il doppio vantaggio e concede pochissimo, provando a ripartire con qualità e velocità. Capelli sfiora il tris con una conclusione che passa a pochi centimetri dall'incrocio dei pali, mentre poco dopo, al 42', Buonaiuto, involato a campo aperto in porta e con Di Mariano libero alla sua sinistra, spreca tutto e mette a lato. Egoista, l'ex Cremonese, voglioso di segnare, sciupa la possibilità di ammazzare sportivamente gli avversari. E così si chiude una prima frazione di gioco senza storia. In campo, mentalmente e fisicamente, c'è solo una squadra, il Padova.

La ripresa del Braglia: la paura e la grande resistenza

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Nel secondo tempo il Modena, giustamente, si getta a capofitto nella metà campo del Padova per cercare di recuperare lo svantaggio. Palla ai giocatori più qualitativi, Massolin e Gerli su tutti, e palla avanti alla ricerca del gol. A pochi minuti dall'inizio della ripresa Sottil si affida pure al doppio centravanti, inserendo il bomber Gliozzi al fianco di De Luca, e la mossa, forse, destabilizza un po' il Padova. Tanto che, al 56', Zanimacchia si infila orizzontalmente verso il centro del campo, quasi indisturbato, e piazza a fil di palo il gol dell'1-2. Un po' imprecisa la difesa del Padova, che poteva e doveva intervenire con più decisione (forse ancora alla ricerca delle giuste misure dopo l'inserimento di Gliozzi in attacco). Così come Fortin, sorpreso con una conclusione su cui sembrava poterci arrivare. I padroni di casa, a questo punto, prendono fiducia, premono a più non posso e Andreoletti si accorge che serve qualcosa di diverso. Così ricorre al secondo cambio, dopo quello di Harder all'alba del match. Fuori Buonaiuto per Di Maggio al 60'. Una sostituzione dettata dalla necessità di avere più copertura e gamba nel mezzo, oltre che nuova linfa per ripartire. Mentre poco dopo, al 67', Andreoletti esaurisce le sostituzioni, cercando un nuovo equilibrio. Escono Pastina (non aveva i 90' nelle gambe), Di Mariano e Lasagna per Villa, Silva e Caprari. In pratica, in campo c'è un nuovo Padova, modificato soprattutto nel reparto offensivo. Il nuovo duo Caprari-Silva è chiamato ad alzare la squadra con tecnica e rapidità, con il supporto di Di Maggio, ma il Padova non decolla in contropiede e il Modena continua a proporsi nella metà campo padovana. Non riuscendo, però, a creare nulla di pericoloso. Dalle parti di Fortin non viaggiano palloni insidiosi e così, dopo un assedio sterile e una fase quasi perfetta di contenimento, il Padova strappa i tre punti e allunga in classifica sulla zona playout.

Il Padova è competitivo e può giocarsela con tutti: con il Modena l'ha dimostrato

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Andreoletti e i suoi ragazzi, come accennavamo nell'introduzione di questa breve analisi, possono giocarsela davvero con tutti. Ma non solo. Ogni squadra può giocarsela con tutte le avversarie. Ad esempio, anche il Pescara fanalino di coda, che la scorsa settimana ha impegnato e non poco il Venezia. Le differenze in Serie B sono sottilissime, se non per le prime della classe, e a comandare sono gli episodi. Oltre ad una forza mentale che dev'essere determinante. E il Padova, per merito del suo allenatore e di un gruppo forte e sano, è dotato di questa capacità, che non è scontata. Flessibile dentro e fuori dal campo, nelle richieste del mister, nel restare in panchina quando serve, nel sacrificarsi per il compagno... La squadra viene prima di tutto. E il Padova, vera squadra lo è. Andreoletti, per quanto il suo gioco proposto possa non emozionare i più, ha sempre avuto ragione. Equilibrio in primis. Non solo in ogni fase di gioco durante le partite, ma anche nella testa. Ieri il Padova non solo si è dimostrato solido e cinico nelle occasioni che ha avuto per colpire, ma si è dimostrato forte mentalmente. Perché non si è galvanizzato dopo il doppio vantaggio e non si è demoralizzato quando il Modena ha accorciato. Anzi, è rimasto in partita, ha seguito le indicazioni del suo condottiero e si è portata a casa i tre punti. Meglio di così si può fare? Tempo al tempo. Prima il consolidamento della categoria, la completa maturazione di diversi profili che sono alle prime armi con la B, poi si potrà pensare al bel gioco, al vero divertimento e chissà, magari anche alla zona playoff. Ma questa squadra, lo ripetiamo, se la può giocare davvero con tutti.