L'attaccante lascia ufficialmente il club biancoscudato dopo un anno da "separato in casa"
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C'erano pochi dubbi sul fatto che il 30 giugno avrebbe rappresentato la fine dell'avventura di Simone Russini al Padova. Il contratto è scaduto ufficialmente insieme a quelli di Crisetig, Belli, Perrotta e Voltan. Ma, a differenza degli altri, il messaggio pubblicato sui social dall'esterno offensivo non è stato un semplice saluto. Tra i ringraziamenti e i ricordi più belli vissuti in biancoscudato, emerge infatti anche una vena polemica che racconta il difficile ultimo anno trascorso lontano dal campo.
Russini, arrivato a Padova quattro stagioni fa, ripercorre le tappe della sua esperienza ricordando l'obiettivo raggiunto, la promozione tanto inseguita e il legame costruito con la città. Un legame che va oltre il calcio: "Lascio una città che mi porterò dentro per il resto della mia vita, una città che mi ha visto diventare padre, una città in cui è nata la mia piccola Aurora". Poi, però, il tono cambia.
"Purtroppo dopo aver raggiunto un sogno mi è stata tolta la possibilità di viverlo a pieno."
Una frase che pesa. Così come quella immediatamente successiva:
"Chi diceva di apprezzarmi prima che come calciatore come uomo mi ha voltato le spalle e cercato di calpestare la mia dignità di persona."
Parole forti, che sembrano riferirsi alla gestione degli ultimi mesi. Russini, infatti, insieme al portiere Voltan, è rimasto di fatto fuori rosa per tutta l'ultima stagione, senza più rientrare nei piani tecnici del club. Una situazione vissuta con evidente sofferenza, come conferma un altro passaggio del post:
"Solo chi mi è vicino sa cosa ho potuto passare in questi ultimi mesi e quanto abbia sofferto una situazione che non meritavo di vivere."
Nonostante tutto, il giocatore conclude senza alimentare ulteriori polemiche, scegliendo di ringraziare compagni, tifosi e città:
"Grazie Padova."
Il dettaglio social che fa riflettere: il like di Papu Gomez
Tra le tante reazioni al post, ce n'è una che non è sfuggita agli osservatori. A mettere il "mi piace" (con tre cuoricini) è stato anche Papu Gomez. Un gesto apparentemente semplice, ma che nel linguaggio dei social può assumere un significato particolare, soprattutto considerando il contesto. L'ex campione del mondo argentino, infatti, non ha commentato né messo like ai messaggi di addio pubblicati dagli altri giocatori in uscita dal Padova. Ha scelto di farlo soltanto con quello di Russini, proprio il più critico nei confronti della gestione dell'ultimo periodo.
Un dettaglio che inevitabilmente alimenta le interpretazioni. Anche Gomez, infatti, sembra destinato a vivere un'estate complicata. Le premesse di questo inizio di mercato raccontano di un giocatore che non rientrerà nel nuovo progetto tecnico biancoscudato, dopo una stagione condizionata dall'infortunio e con un futuro ancora tutto da definire. Naturalmente un "like" non può essere considerato una presa di posizione ufficiale. Sarebbe scorretto attribuirgli un significato che il diretto interessato non ha espresso a parole. Ma nel calcio di oggi, dove spesso i social diventano uno strumento di comunicazione indiretta, anche un semplice cuore rosso può essere letto come un segnale di vicinanza, soprattutto quando arriva in maniera così selettiva. E quello lasciato da Papu Gomez sotto il post di Simone Russini difficilmente passerà inosservato.
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