Per il Padova è andata in archivio la stagione 2025/26 con la salvezza conquistata con una giornata di anticipo. La ricorderemo non solo per le emozioni che ci ha regalato il campo, quanto anche per il passaggio societario da Joseph Oughourlian ad Alessandro Banzato. Ecco la nostra pagella finale ai protagonisti di questa intensa annata.
La squadra
Sorrentino 7: Diventa titolare con Andreoletti inizialmente per questioni di turn-over, poi per meriti. Nonostante un breve periodo di appannamento, alla fine risulta tra i giocatori determinanti per la conquista della salvezza. Molto probabilmente lo rivedremo in biancoscudatoFortin 6,5: Non si ricorda una sua vera e propria “frittata” nell’arco della stagione, eppure col passare dei mesi è scivolato indietro nelle gerarchie. Ha garantito affidabilità e presenza quando chiamato in causa, ma paga ancora qualche limite tecnico su alcuni fondamentali del ruolo che ne frenano la definitiva consacrazione. Il potenziale resta comunque evidente.
Barreca 5,5: L'esterno mancino di esperienza che il Padova aveva acquistato in estate con l'intento di sostituire Villa si è rivelato un acquisto azzeccato solo per metà. Prima dell'infortunio che lo ha messo fuori causa a fine febbraio, aveva quasi sempre giocato con alterne fortune.
Belli 6,5: Inizialmente viene chiuso dall'exploit di Faedo, che gli "ruba" il posto. Poi si riprende la scena e diventa protagonista del reparto forse più convincente dei biancoscudati. Braccetto destro affidabile, terzino o centrale a due, la qualità delle sue prestazioni è costante.
Perrotta 6,5: Tra i fedelissimi di Andreoletti, rimane un punto fermo per quasi tutta la stagione. Va un po' in confusione, come tutta la squadra, nel momento delle sconfitte in serie che hanno portato poi all'avvicendamento in panchina. Resta spettatore invece nelle ultime partite, per scelta tecnica di Breda. In scadenza, potrebbe non rinnovare.
Ghiglione 5,5: Portato a Padova in estate come esterno di esperienza, fatica inizialmente a trovare spazio. Quando viene chiamato in causa però non è sempre brillante, copia un po' sbiadita del giocatore ammirato in B negli ultimi anni.
Favale 6,5: Poche presenze ma pesanti, si fa trovare pronto nel momento del bisogno. La sua fascia, orfana di Barreca da febbraio, viene occupata da diversi interpreti e alla fine se la riprende lui, a forza di determinazione e impegno.
Sgarbi 7: Tra le sorprese della stagione, chiamato a non far rimpiangere Delli Carri. Arriva in sordina, poi conquista la fiducia di tutti con prestazioni di alto livello e anche qualche gol importante. Professionista esemplare dentro e fuori dal campo.
Villa 6: Difensore giovane e promettente, dalla stazza imponente. Quella di quest'anno potrebbe essere stata una tappa importante del suo percorso. Ha alternato prestazioni valide a qualche pasticcio dovuto probabilmente all'inesperienza.
Pastina 7,5: Da pedina misteriosa arrivata in estate a costo zero, con l'aggravio dei due anni di stop per scommesse, a eroe della stagione. Lo abbiamo visto all'opera praticamente solo nel girone di ritorno, ma le sue prestazioni hanno ripagato ampiamente la sua lunga assenza. Senso della posizione, leadership, ottimi piedi: fondamentale ripartire da lui in difesa.
Faedo 6,5: Ha zittito fin da subito gli scettici che lo ritenevano poco adatto alla categoria. Con corsa, fisicità e spirito di sacrificio si è ritagliato uno spazio importante, compensando ampiamente qualche limite tecnico. Uno di quelli che, nel corso della stagione, si è fatto apprezzare soprattutto per applicazione e affidabilità.
Crisetig 6,5: Partito nelle retrovie delle gerarchie, nel momento più delicato della stagione ha saputo prendere per mano la squadra con esperienza e personalità. Non ha certo il passo del centrocampista moderno, soprattutto in una categoria dove intensità e corsa fanno la differenza, ma la sua regia ordinata e la capacità di dare equilibrio hanno fatto comodo al Padova.
Varas 6,5: Prima parte di stagione di buon livello, impatta bene con la categoria. Poi le sue prestazioni si appiattiscono un po'. La sua tenacia e attaccamento alla maglia risultano però determinanti. E' uno dei "centenari" (di presenze) del Padova, difficile rinunciare in rosa a uno come lui.
Fusi 6,5: Un altro giocatore imprescindibile (con qualsiasi modulo) nel motore di questo Padova. Tra i più utilizzati, ha sempre messo in campo grande spirito di sacrificio per la causa biancoscudata. Meritava forse qualche gol in più. Altro giocatore da cui si può ripartire.
Capelli 6,5: Finale in crescendo, un pendolino inesauribile con la capacità di adattarsi come un vero jolly. Anche lui si prende la scena, nonostante forse nei piani iniziali doveva essere un valido comprimario e nulla più.
Di Maggio 6,5: Giovane che, come Villa, aveva bisogno di una prima stagione di ambientamento nella categoria. Ha dimostrato di poterci stare senza problemi, con ampi margini di miglioramento. Nell'ultima partita ha sfoderato anche un ottimo senso del gol.
Harder 7: Forse il miglior giovane in prestito tra quelli selezionati in estate. La sua assenza per infortunio nel momento cruciale della stagione si è fatta sentire, unisce quantità e qualità. Risorsa preziosa per il centrocampo, da capire ora se la società farà uno sforzo per trattenerlo.
Silva 5,5: Ha grandi qualità ancora inespresse. Il perchè faccia fatica il giorno partita è un mistero, probabilmente gli manca un po' di esperienza di categoria o l'ambiente giusto (che forse non è Padova).
Di Mariano 6,5: Subito in campo da gennaio quando è arrivato per alzare l'imprevedibilità del reparto offensivo. Ci riesce alla grande, mostrando numeri da ottimo giocatore di categoria. Cala un po' nel finale, ma nel complesso è stato un buon acquisto.
Lasagna 6,5: Parte un po' in sordina, poi le sue qualità indiscusse emergono e diventano risorsa preziosa per il Padova. Come Harder, è costretto ai box nel momento delicato della stagione. Proprio quando aveva ripreso confidenza con il gol.
Seghetti 6,5: Tre gol in poche presenze, può diventare una risorsa importante per il Padova, che lo ha acquistato con l'idea di inserirlo gradualmente in squadra, puntando su di lui per il futuro. Bella progressione palla al piede, ha numeri interessanti.
Bortolussi 7: Tocca la doppia cifra, mettendo in luce il suo repertorio che unisce tecnica, forza fisica e senso tattico. Tendenzialmente anche in B ha confermato la sua indole al sacrificio, al voler essere sempre al centro dell'azione quando la palla transita dalle sue parti. Sicurezza.
Caprari 6,5: Parte con poco minutaggio, anche per via di una condizione non subito al top. Entra nel gioco verso la fine, ma alcune sue giocate sono da incorniciare. Nome importante su cui costruire la prossima squadra.
Buonaiuto 6: Non ha avuto grandi occasioni per mettersi in luce, ma quando ha calcato il campo ha dispensato tocchi sapienti, belle giocate e soprattutto quella tecnica che spesso è mancata davanti. Rimane una carta sempre giusta da giocare, magari a partita in corso.
Papu Gomez 5,5: Difficile dare un giudizio con così poche presenze, certo ci si aspettava qualcosa di più da un giocatore del suo calibro. Che, comunque, se dovesse esserci l'intesa con la società per continuare, potrebbe ancora riscattarsi.
Mouquet, Boi, Baselli, Tumiatti, Bacci, Giunti SV
Gli allenatori
Andreoletti 6,5: Alla sua prima esperienza in categoria ci mette anima, lavoro e una preparazione evidente. Il girone d’andata è ampiamente positivo, sia nei risultati sia nell’identità data alla squadra (solo il Venezia riesce a mostrarsi davvero superiore al Padova). Nel ritorno, però, qualcosa si incrina: cala la lucidità nelle scelte e si affievolisce il feeling con il gruppo, fino all’esonero.Breda 6,5:Entra in punta di piedi, senza rivoluzioni tattiche né scelte drastiche, con l’obiettivo di restituire serenità a una squadra in difficoltà. Cambia poco, ma riesce a trasmettere maggiore tranquillità all’ambiente, accompagnato anche da una buona dose di episodi favorevoli. Nel finale, poi, la spinta della nuova curva contribuisce a creare l’atmosfera giusta per centrare l’impresa.
Il direttore sportivo
Mirabelli 7,5: Inizia la stagione con il compito più complicato per un direttore sportivo: ottenere il massimo (salvezza diretta) con risorse limitate (terzultima budget, poi superato anche dal Pescara con gennaio). Si arrangia tra conferme della vecchia guardia, prestiti di giovani (promossi Sorrentino, Di Maggio e Harder, rimandati Villa e Silva), giocatori esperti e due grandi scommesse: Pastina (vinta alla grande) e Papu Gomez (persa, per via della precaria condizione fisica). Alla fine la missione viene portata a termine, con la zona playoff più vicina dei playout. Sulla bilancia solo un errore evidente (prendere Baselli nel "pacchetto" Papu Gomez), normale lavorando soprattutto con la fantasia. Non si limita al suo compito operativo, diventa anche pedina importante per l'ingresso dei Banzato. Meriterebbe una statua e invece si è preso pure qualche fischio.La dirigenza
Peghin 10: Da presidente “di garanzia” (e con capitale) compie un autentico capolavoro nel momento in cui capisce che il futuro del Padova rischia di finire in mani poco affidabili. Si muove dietro le quinte con lucidità e senso di responsabilità, risultando decisivo nel convincere Alessandro Banzato a intervenire e completare il sorpasso societario. In più, non fa mai mancare la propria vicinanza alla squadra, vivendo ogni partita con partecipazione e sofferenza autentica. Difficile immaginare un voto diverso.Bianchi 6: Il voto è la media tra due facce molto diverse della sua stagione. Da una parte il ruolo importante avuto nel facilitare il passaggio societario verso Alessandro Banzato, preferito alla pista argentina, scelta che ha dimostrato un attaccamento alla causa probabilmente superiore a quanto percepito all’esterno. Dall’altra una gestione societaria nel periodo di transizione tra Oughourlian e Banzato che ha lasciato più di qualche perplessità, incrinando il rapporto con una buona fetta della piazza.
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