Padova, l’obbligo di vincere. I tifosi plaudono alla società, ma mettono nel mirino Mandorlini

di Stefano Viafora

Il Padova esce dal mercato di gennaio ancora più temibile per le avversarie. In una rosa in assoluto già tra le più attrezzate del girone, sono stati inseriti giocatori del calibro e dell’esperienza di Rossettini, Biasci, Firenze, Chiricò e Cissè. Oltre al portiere Dini, che affiancherà Vannucchi. Un messaggio chiaro al campionato e ai propri tifosi.

A proposito dei tifosi del Padova, allontanati dallo stadio ma vicini alla squadra tramite social network e organi di informazione (da segnalare anche lo striscione degli ultras appeso in tribuna per Padova-Fano: «Dopo 111 anni batte forte lo scudo sul petto: portatelo dove merita di diritto»): gli sforzi della società sono stati pienamente apprezzati, tanti i messaggi di ringraziamento. Un coro virtuale uguale e contrario a quello “dedicato” all’allenatore Mandorlini. Dopo il modesto pareggio con il Fano, si è alzata nitida la protesta di tantissimi supporter biancoscudati: nel mirino c’è proprio lui, il tecnico ravennate, riconfermato in estate per tentare di portare a termine quanto rimasto in sospeso nella scorsa stagione (con l’eliminazione dei play-off per mano della baby-Juve).

Davvero molto critico nei confronti dell’allenatore, il popolo biancoscudato si è spinto a chiederne l’esonero, come riportano oggi anche alcuni quotidiani cartacei. E non si è trattato di voci isolate, bensì di una larga maggioranza della tifoseria. A cui non basta il quarto posto con una partita da recuperare e che pretende di più dalla squadra e soprattutto dall’allenatore. Di Mandorlini non piace la gestione dei cambi, il gioco monocorde che da due mesi a questa parte la squadra ha messo in mostra. D’altra parte i movimenti di mercato delle avversarie hanno accentuato il gap con il Padova: né Südtirol, né Perugia e né Modena sembrano all’altezza di Ronaldo & co., almeno “sulla carta”.

Ecco allora che il match infrasettimanale di domani a Mantova deve mostrare un Padova all’altezza della sue ambizioni, dopo due pareggi mediocri contro Imolese e Fano, tra le “peggiori” (classifica alla mano) del girone: le aspettative sono, giustamente, alte. Adesso, dopo gli sforzi della società, ci vogliono quelli da parte degli uomini in campo. E in panchina.

Curcio in azione, sotto gli occhi di Mandorlini

 

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