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Padova, traguardo a un passo: rialza la testa e chiudi i giochi

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Troppo incerto il cammino dei biancoscudati, la spinta decisiva può arrivare ancora dal pubblico di casa (venerdì all'Euganeo)
Redazione PadovaSport.TV

Anche quest'anno ci sarà da aspettare gli ultimi minuti del campionato per il verdetto stagionale. Come un anno fa (costretti a strappare i punti decisivi a Lumezzane), i biancoscudati si complicano la vita, sprecando il primo match point di Chiavari che avrebbe messo una pietra tombale sulla "tranquilla salvezza", a tre giornate dalla fine (in un campionato sempre molto equilibrato e incerto).La sconfitta rimescola le carte del mazzo e lascia i giochi aperti. Con tante combinazioni possibili. Dalla Carrarese in giù nessuno è ancora salvo. Ecco che entra in gioco ora, di nuovo, la forza trascinatrice del pubblico padovano, che ha ritrovato compattezza e numeri da grande tifoseria dopo l'apertura della Sud. Con il Pescara servirà un'altra grande risposta della città.

Con l'Entella deciso passo indietro

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Il “derby dell’acciaio” sorride al padrone di casa Antonio Gozzi e costringe il Padova di Alessandro Banzato a fare i conti con una realtà tornata improvvisamente più complicata. La vittoria della Virtus Entella (leggi qui le nostre pagelle) è figlia di un secondo tempo giocato con intensità, personalità e fame: qualità che, nella ripresa, i biancoscudati non sono riusciti a opporre con la stessa continuità. Troppo poco in fase offensiva, una sola vera occasione costruita, e prima del colpo decisivo di Cuppone a tenere in piedi la partita ci ha pensato Sorrentino con interventi determinanti.

È una sconfitta che pesa, perché riapre scenari che appena sette giorni fa sembravano archiviati. I sei punti contro Empoli e Reggiana avevano acceso la luce, ma Chiavari l’ha improvvisamente abbassata, risucchiando il Padova a quota 40, nel cuore della zona calda. E allora i numeri iniziano a raccontare una storia precisa: lontano dall’Euganeo, nel girone di ritorno, sono arrivati appena quattro punti. Un dato che oggi non è più un dettaglio, ma una chiave di lettura. Ecco perché il destino passa inevitabilmente da casa. Dall’Euganeo, dalla spinta della nuova Curva Sud, da un ambiente che ha ritrovato voce e identità proprio quando serviva di più. La sfida di venerdì contro il Pescara diventa molto più di una partita: è un crocevia, l’ultima occasione davanti al proprio pubblico per indirizzare la corsa salvezza. Il Padova resta padrone del proprio destino, ed è forse questa l’unica vera certezza a cui aggrapparsi. Ma adesso non bastano più le potenzialità: servono risposte, concrete e immediate. Centottanta minuti per scrivere la fine della storia.