L'ex

Seregno-Padova, Mandorlini: “Per fortuna il clima è cambiato qui. E sull’anno scorso…”

Seregno-Padova, Mandorlini: “Per fortuna il clima è cambiato qui. E sull’anno scorso…”

Il centrocampista sarà il grande ex in campo, non manca qualche frecciata sulla scorsa stagione

Redazione PadovaSport.TV

Questa volta Matteo Mandorlini ci sarà. Per la prima volta da avversario del Padova, con la maglia del Seregno. "Se tutto va bene stavolta dovrei esserci, ma non lo dico troppo forte, perché non si sa mai. All’andata non ero riuscito a rispondere presente alla convocazione, stavolta spero vada in modo diverso", dice il centrocampista intervistato dal Corriere Veneto. Inevitabile un flash su quanto successo a Seregno nella prima parte di stagione: "Quello che ho visto nei primi mesi della stagione qui a Seregno non è calcio. Non mi va di entrare nei particolari, ma i metodi, le intimidazioni e tante altre cose io nella mia carriera mai le avevo visti. Per fortuna la società è cambiata».

Mio padre capro espiatorio

Mandorlini è tornato anche sulla scorsa, maledetta, stagione: "È stato esaltante per certi versi perché abbiamo fatto tanti punti, ma è finito con un’atroce delusione. E ci sono state alcune problematiche nel corso della stagione che ci hanno condizionato. Poi alla fine ha pagato solo mio padre, ho pagato io che sono stato costretto ad andare a Seregno, ha pagato Hallfredsson e nemmeno Rossettini è stato riconfermato". Ma di chi la colpa quindi per il mancato successo dello scorso anno? Matteo Mandorlini, che ha sempre sperato di proseguire a Padova la sua avventura magari in altro ruolo, sommessamente e senza fare nomi suggerisce in che direzione puntare il dito: "In due anni sono stati spesi tanti soldi e i risultati non sono arrivati. Come si vede anche quest’anno vincere non è facile per nessuno. Dico solo che mio padre è stato un capro espiatorio. Le cose in società andavano in un certo modo, decideva uno e e nessuno poteva metterci bocca. Il divorzio da Sogliano di quest'anno? Da fuori può sorprendere, anche se chi è nel mondo del calcio magari ha capito qualcosa di com’è andata. Di sicuro non si arriva a una decisione simile da un giorno all’altro, per uno che guarda da fuori invece è stato un fulmine a ciel sereno".

 

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