Il primo grande match point per archiviare il discorso salvezza è stato sprecato malamente a Chiavari, in una partita sporca e mai decollata che rischia di coinvolgere nuovamente il Padova nella bagarre. A 40 punti la squadra di Roberto Breda non può dirsi serena, anche se il divario dall'ultima posizione playout è rimasto invariato (3 punti). Ma è l'aver rilanciato la Virtus Entella a quota 39 che più fa male. Anche solo con un pareggio, infatti, la distanza dai playout sarebbe rimasta di 4 lunghezze. E, a due giornate dal gong, anche un punto in più di margine sarebbe stato comunque oro colato. A far più preoccupare, però, è stato il secondo tempo del Padova all'Enrico Sannazzari. Gioco lento, molto discontinuo, ritmi bassi e una sensazione non piacevole che la squadra si stesse accontentando dello 0-0. Certo, lo ripetiamo, il punto avrebbe fatto comodo, ma in campo si deve sempre andare ai cento all'ora. Ieri, complici anche diversi fattori ambientali e strutturali del campo (prato sintetico e larghezza ristretta del terreno di gioco) che di sicuro hanno inciso, la palla viaggiava troppo piano da un giocatore all'altro. Forse qualcosa in più si poteva fare. Anche per arginare con più compostezza le scorribande avversarie, per creare più occasioni e per trasmettere un segnale più positivo all'ambiente. Il Padova ha calciato in porta una sola volta: poco, troppo poco per una squadra che aveva l'obiettivo di vincere per agguantare una volta per tutte la salvezza. Forse con un po' di determinazione e convinzione in più adesso si starebbe festeggiando per le strade del centro o quantomeno le sensazioni della piazza sarebbero ben più positive. Ad ogni modo, all'Euganeo venerdì sera arriverà il Pescara, in un altro delicatissimo match point. Ci si attende un Padova in versione Empoli e Reggiana. E' forse l'unico modo, con l'aiuto e la spinta determinante della nuova Curva Sud, per chiudere definitivamente le pratiche. Ma andiamo, intanto, ad analizzare la partita di ieri tra Virtus Entella e Padova.
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Un secondo tempo da dimenticare: il Padova ha sprecato il primo match point salvezza con l’Entella
Le scelte tattiche di Roberto Breda per Virtus Entella-Padova
—Breda, per affrontare la Virtus Entella del giovane Chiappella, si affida al suo consueto 3-5-2, vincente nelle ultime due gare all'Euganeo con Empoli e Reggiana. Tra i pali Sorrentino, di gran lunga il migliore in campo (leggi qui le pagelle biancoscudate), è supportato dalla linea a tre composta dall'ex Belli, Villa e Pastina. Ancora panchina per Perrotta, difensore che il nuovo tecnico patavino proprio non vede. Mentre Sgarbi, ancora non al meglio, non viene rischiato. In mezzo al campo è conferma totale: sulle fasce agiscono Capelli a destra e Favale a sinistra, nel mezzo, invece, Fusi e Varas a supporto di Crisetig. In attacco, infine, Di Mariano vince il ballottaggio con Caprari per affiancare Bortolussi. Il gioco del Padova non decolla, nonostante le idee chiare dei giocatori. Impostazione con i centrali e Crisetig, metronomo della squadra, e palla principalmente diretta sugli esterni, sempre supportati dalle due mezzali per creare superiorità numerica e quindi spazi centrali. Fusi a destra e Varas a sinistra rinforzano infatti le avanzate laterali, che non portano però a grandi risultati. In centro si passa meno, anche perché Di Mariano tende quasi sempre a defilarsi sulla sinistra. Quando deve difendere, invece, la truppa di Breda si arrocca dietro con il solito 5-3-2, con gli arretramenti di Capelli e Favale in linea con il trio difensivo. Concetti semplici, idee chiare. Ma, sia per demeriti propri che per meriti avversari, il piano gara non funziona, tanto che nella ripresa il tecnico è costretto a stravolgere la propria fase offensiva con l'inserimento di due nuovi attaccanti.
Il primo tempo del Sannazzari e l'equilibrio a fare da padrone
—Che la partita sia dura lo si capisce fin dalle prima battute. Il Padova, infatti, impiega una ventina di minuti per entrare davvero nel vivo del gioco, mentre l'Entella segue il suo piano gara e sonda il terreno con i suoi primi attacchi davanti al proprio pubblico. Villa e Sorrentino, però, sono bravi ad arginare gli assalti dei liguri. Il primo con delle letture importanti sui tagli in profondità degli attaccanti avversari, il secondo, invece, con i primi guizzi felini del pomeriggio, amplificati al quarto d'ora. La prima vera chance da rete di Tiritiello, infatti, viene neutralizzata da un grande intervento di Sorrentino, prodigioso a più riprese a mantenere in vita i suoi. Poi il Padova pian piano cresce, trova campo e palleggio. Capelli conquista metri sulla destra e mette dentro al 21' un'interessante pallone che però Favale non impatta nel miglior modo, mentre Varas sulla ribattuta calcia addosso a un difensore. Lo stesso Favale ci riprova poco dopo da fuori con un mancino alto, mentre l'Entella preme con più costanza e sostanza. Tanto che in pieno recupero si guadagna un corner, su cui Franzoni svetta, impegnando Capelli a un salvataggio sulla linea per evitare il vantaggio casalingo. Si chiude così un primo tempo abbastanza equilibrato.
La ripresa di Virtus Entella-Padova: 45' da dimenticare in fretta per Breda
—Nella ripresa l'equilibrio si spezza in favore della Virtus Entella, scesa in campo ben più determinata e convinta. D'altronde la posizione in classifica obbliga i ragazzi di Chiappella a giocarsi il tutto per tutto. I chiavaresi spingono e Franzoni si destreggia in una rovesciata che Sorrentino blocca senza patemi al 57'. Poi Breda decide di cambiare completamente il proprio attacco. Fuori uno spento Di Mariano e Bortolussi per Caprari e Seghetti. Se il primo fatica a entrare in partita, il secondo è una furia. Corre, insegue gli avversari, riallunga la squadra e si butta nello spazio. Proprio così, su servizio di Fusi, riesce a segnare, ma il gol viene annullato giustamente per fuorigioco. Ma il momento positivo influenzato dalla verve di Seghetti ben presto s'affievolisce e l'Entella torna ad attaccare. Al 66' Sorrentino salva ancora i suoi con un miracolo su Cuppone, mentre poco dopo Breda cambia ancora. Out Fusi e Belli per Di Maggio e Faedo. Le nuove energie pescate dalla panchina, però, non aiutano a contrastare più di tanto le avanzate dei liguri, che prima vengono bloccati nuovamente da Sorrentino, questa volta su Franzoni, mentre poi passano. Bariti pennella in area al 76' per Cuppone, che gira di testa e infila all'angolino. E pensare che poco prima il Padova poteva portarsi in vantaggio. Seghetti, il miglior giocatore di movimento del pomeriggio, con un'imbucata aveva infatti lanciato Di Maggio in porta, murato da una bella uscita di Del Frate. La legge più famosa del calcio, "gol sbagliato, gol subito", però, si avvera poco dopo e così il Padova è costretto a rincorrere, con il supporto anche di Silva, entrato al posto di Favale. Ma i biancoscudati creano poco o nulla e l'Entella sfiora il bis con Franzoni, chiudendo così un match poco divertente, teso e mai decollato.
I secondi tempi e il fattore Curva Sud
—Se con Empoli e Reggiana erano proprio stati i secondi tempi a cambiare l'inerzia della partita in positivo, complice il supporto sfrenato della nuova Curva Sud, contro la Virtus Entella l'effetto è stato opposto. Nella ripresa, infatti, i ragazzi di Breda si sono abbassati e spenti e hanno fatto una gran fatica a risalire il campo. Se non con l'aiuto del brevilineo Seghetti. A dimostrazione che il tifo della Curva è un fattore troppo importante per una squadra che ha bisogno della carica giusta per esaltarsi davvero. E per tirare fuori il meglio di sé, sotto il profilo tecnico, agonistico e mentale. Ieri il Padova si è forse un po' accontentato del pareggio, dopo aver visto che l'Entella stava sempre più prendendo coraggio e convinzione. Breda ha provato a rialzare il baricentro dei suoi con l'ingresso di Seghetti per attaccare la profondità e gli spazi, ma questa volta non è andata bene. Affatto. E chissà che non possa servire proprio un gran secondo tempo venerdì all'Euganeo. Magari proprio sotto la nuova Curva Sud, caldissima e pronta ad esplodere di gioia. Anche il sorteggio d'inizio partita sarà determinante. Vedremo.
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