Nonno Dakar: il vicentino Franco Picco completa il leggendario rally a 65 anni

Non volevano iscriverlo: troppo anziano Ha chiuso 43° senza assistenza tecnica

Cesare Zacchetti e Franco Picco sono stati gli unici motociclisti italiani ad aver completato la Dakar 2021, e senza assistenza esterna. Ma a far notizia è soprattutto il secondo, per via della sua carta d’identità. «Quando è finita, mi è venuto da piangere». Nel momento di presentare la domanda di iscrizione, gli organizzatori dell’A.S.O. avevano fatto resistenza. Va bene il palmarès, ok l’esperienza, ma quel 1955 come anno di nascita che lo rendeva il più vecchio al via, aveva reso tutti cauti. Perché la Dakar, al di là del fascino infinito è una corsa massacrante, con la caduta e l’incidente come pane quotidiano al tavolo dei piloti. Però Franco Picco aveva tenuto duro, e quando è arrivato l’ok, ha chiesto il numero 65. «Così, per evitare di dimenticarmi quanti anni ho – spiega, alla Gazzetta dello Sport – Anche se la mia età me la ricordo fin troppo, e allora a volte chiudo un po’ il gas» ride questo vicentino dalla faccia buona e dall’andatura altalenante che lo fa sembrare un marinaio.

E che, a distanza di 36 anni dalla prima («Ma era una Dakar completamente diversa, guardavi sulla cartina la via più breve tra le oasi e partivi, ora senza GPS sei perso»), ha affrontato l’ennesima sfida, 7 mila e passa chilometri nella categoria più dura, quella che Fabrizio Meoni chiamava «la Dakar dei veri eroi», la “Original by Motul”, ovvero dei piloti senza assistenza. Il necessario per affrontare le due settimane di gara chiuso in una cassa, attrezzi, pezzi di ricambio, tenda, sacco a pelo, vestiti («La cosa che ho sofferto è stato il freddo nei trasferimenti»), senza contare sull’aiuto di nessuno quando all’arrivo nel bivacco si tratta di smontare e rimontare la moto.

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