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Breda vede la salvezza: scelte e cambi determinanti in Padova-Reggiana

Analisi Padova-Reggiana
Nel momento più delicato della stagione il Padova ha tirato fuori il meglio di sé, tutto il suo attaccamento alla causa e il suo spirito di squadra, per riprendersi ciò che ha rischiato di perdere nell’ultimo mese e mezzo. Merito anche...
Pietro Zaja
Pietro Zaja Redattore, telecronista 

Nel momento più delicato della stagione il Padova ha tirato fuori il meglio di sé, tutto il suo attaccamento alla causa e il suo spirito di squadra, per riprendersi ciò che ha rischiato di perdere nell'ultimo mese e mezzo. Merito anche del nuovo allenatore Breda, che, dopo il ko all'esordio con il Frosinone per 2-0, non ha praticamente più sbagliato scelte, sia nell'undici titolare che nei cambi. Il nuovo sostegno della Curva Sud, poi, non può che aver alimentato la fame di un gruppo che adesso, dopo aver battuto per 1-0 Empoli e Reggiana in due partite che sono una la fotocopia dell'altra, è a un passo dalla salvezza. Se fino a qualche settimana fa la luce in fondo al tunnel pareva un miraggio avvolto dal terrore della retrocessione, adesso è ormai prossima. Splende, quasi acceca. Ai biancoscudati mancano gli ultimi passi, pochi punti, per agguantare quella luce, una salvezza che significherebbe gettare delle fondamenta solide per la creazione di un futuro davvero intrigante. Ma torniamo all'ultima partita di Serie B: ecco la nostra analisi di Padova-Reggiana (leggi qui l'editoriale del nostro direttore Stefano Viafora).

Le scelte strategiche di formazione di Breda per Padova-Reggiana

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Il nuovo tecnico del Padova ha le idee chiare. La sua squadra deve giocare e impostare con la difesa a tre, prediligendo uno sviluppo sulle catene esterne, supportate dall'attacco e dalle mezzali con movimenti continui. Così, per affrontare la Reggiana dell'ex Bisoli, Breda si affida a Sorrentino tra i pali, protetto dall'inedita linea difensiva composta da Faedo, Villa e Pastina. Una scelta oculata, sia perché Villa è per il tecnico il centrale ideale per fronteggiare l'armadio Gondo, sia perché la verticalità degli avversari va affrontata con i più rapidi del pacchetto arretrato. In mezzo, invece, si rivede ancora il centrocampo della promozione: Capelli e Favale corrono sulle fasce, mentre in mezzo riecco il trio Fusi-Crisetig-Varas, non il più qualitativo della rosa, ma forse il più concreto e efficace. In attacco, infine, ad affiancare l'instancabile Bortolussi, c'è Di Mariano. Perché non giocano Di Maggio e Caprari, entrambi in gran forma? Perché per Breda non conta solo chi scende in campo dal 1', ma anche chi subentra. Titolari e subentranti hanno lo stesso peso. In scontri salvezza bloccati e delicati, avere delle frecce da scoccare nella ripresa è di egual importanza ad avere degli ottimi titolari. E così, alla fine, è stato. Perché proprio Di Maggio e Caprari hanno inciso sia con Empoli che con Reggiana nei secondi tempi. Discorso analogo per Seghetti, autore del gol vittoria all'80' con i granata. Il piano gara per Breda è stato questo: equilibrio, nessuno sbandamento e resistenza. Poi, sostituzioni che forniscono imprevedibilità e freschezza nella ripresa, per provare a vincere con il favore della Curva Sud. Gli è anche sempre andata bene nel sorteggio, va detto: non poteva chiedere di meglio. Attaccare nei secondi 45' sotto i propri tifosi è un gran lusso che d'ora in poi non tutti potranno permettersi. Ovviamente non sarà sempre possibile, dipenderà molto dal sorteggio d'inizio gara tra i capitani.

Gioco semplice ma efficace: nella tattica di Padova-Reggiana

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Il Padova fatica inizialmente a far girare il pallone come vuole, mentre la Reggiana insiste, affidandosi spesso alla fisicità di Gondo e al gioco su Lambourde, esterno di gamba e di qualità. Ma i biancoscudati reggono e provano a costruire le proprie manovre passando soprattutto dalle due fasce. "3+1" in costruzione, con Crisetig più basso rispetto alle due mezzali Fusi e Varas, tocchi semplici e braccetti (Faedo a destra e Pastina a sinistra) che si aprono per duettare con le corsie laterali. Gli esterni, però, non sono mai lasciati da soli. Perché il sostegno dalle due mezzali è una costante. Fusi aiuta Faedo e Capelli, mentre Varas fa lo stesso con Pastina e Favale (a funzionare meglio è la catena destra). In più, a sinistra si allarga spesso anche Di Mariano, che non riesce come Bortolussi a mantenere la posizione fissa tra i centrali avversari. Nella ripresa, invece, i cambi spostano gli equilibri, la Reggiana continua a proporre il suo gioco non poco pericoloso e il Padova assume pian piano, grazie ai cambi, una conformazione più offensiva. Di Maggio e Silva da mezzali spingono e aumenta anche la velocità lì davanti. Seghetti e Caprari, piccoli ma agili, tolgono punti di riferimento ai giganti della Reggiana. E così, all'80' Di Maggio sventaglia nello spicchio destro dell'area di rigore, dove Caprari mette dentro per l'accorrente Seghetti, a cui basta depositare in porta il gol vittoria (o gol salvezza?). Una rete nata dalla freschezza e dalle nuove energie dei subentrati. Certo, se il Padova l'avesse sbloccata prima sarebbe stato meglio, ma la sensazione è che Breda sapesse in principio che con i suoi cambi le cose sarebbero potute migliorare. Di Maggio, Caprari e Seghetti, poi, pareva avessero la bava alla bocca. Come fossero già consci del fatto che sarebbero entrati per provare a fare la differenza. Un bel segnale: i giocatori sanno di poter determinare anche partendo dalla panchina. E il merito non può che essere dell'allenatore. D'altronde lo ha ribadito anche Crisetig nel post-partita: "Breda è stato bravo a portare la semplicità che serviva". Tutti sul pezzo per 90', non senza qualche scontentezza per chi non gioca. Ma ora va così e prima di ogni singolarità c'è un obiettivo comune da agguantare: la salvezza.

Una vittoria d'oro in vista dell'Entella

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La vittoria con la Reggiana è una di quelle vittorie che contano davvero. Perché affossano gli avversari e perché pompano a mille il morale dei vincitori. A 40 punti il Padova non si può dire ancora salvo, ma poco ci manca. I playout distano 4 punti e la Virtus Entella, prossima avversaria, ne occupa proprio l'ultima casella. Le pressioni, quindi, saranno tutte sui liguri, che dovranno vincere per forza per provare a togliersi dalle zone calde, sperando in un risultato negativo di Empoli e Sampdoria. Il Padova, invece, con una vittoria sarebbe praticamente salvo. A meno che il Bari non riesca a vincere tutte le gare rimanenti (difficile) e che, contemporaneamente, il Biancoscudo perda con Pescara e Cesena. Gli scontri diretti con il Bari, infatti, sono sfavorevoli alla truppa di Breda. Con un pareggio con l'Entella, invece, i discorsi salvezza sarebbero rimandati di una settimana. Ma in questo momento, più che fare calcoli, è importante concentrarsi sulla prossima partita, perché ancora una volta il destino è tutto nelle mani del Padova. Fondamentale sarà, a Chiavari, non sbagliare atteggiamento, come con Empoli e Reggiana. Con la testa giusta si è già un passo avanti.