Lazarevic è già  un idolo: “Ma niente paragoni con il Faraone”

di Redazione PadovaSport.TV

Più veloce di Speedy Gonzales. Tanto da spaccare in due con le sue accelerazioni la difesa del Genoa, senza dimenticare il gol da favola. Quello che è valso il successo biancoscudato sabato sera nel match d’esordio stagionale all’Euganeo. Dejan Lazarevic si è conquistato con pieno merito le luci della ribalta nell’amichevole di lusso con i liguri, club da cui è arrivato in comproprietà proprio nell’attuale mercato estivo. E per fortuna che alla vigilia non era dato al top della condizione, per via di una ginocchiata rimediata nella partita giocata a Rovereto con il Barletta.

«Non mi aspettavo che passasse così velocemente», dice con un bel sorriso nel dopo partita. Anche questa grande virtù di un ragazzo di venti anni, ossia la capacità di recupero in tempi accelerati. Ma restiamo al primo approccio con il suo nuovo stadio, l’Euganeo appunto: «Molto emozionante, non pensavo di fare così bene, e il pubblico mi ha accolto benissimo. Sono contento per il mio primo gol, cercherò di segnarne ancora tanti, e di migliorare». Quanto al suo gol, anche Alessandro Dal Canto si è soffermato sull’argomento: «Con le sue capacità, non posso pensare che l’anno scorso non ne abbia fatto neppure uno in 32 partite».

Palla, quindi, di nuovo allo sloveno: «Eh, sì… L’anno passato sono stato sfortunato. Personalmente cerco sempre di allenarmi al massimo, poi il gol arriverà». E continua: «Devo migliorare sul piano realizzativo, e spero che questo gol sia un punto di partenza. Comunque, non mi preoccupo». Sarà che sul terreno dell’Euganeo aleggia ancora il ricordo di Stephan El Shaarawy, ma con le sue giocate ha fatto tornare alla mente il Faraone. E il tentativo di paragone è scattato immediatamente, salvo essere stoppato proprio da Lazarevic: «Io il nuovo El Shaarawy? Non voglio essere il suo sostituto. Lui ha fatto cose grandiose, ma anche io spero di lasciare il segno». E sulla questione anche Dal Canto gli viene incontro, rigettando il parallelismo: «No, Stephan è più geometrico, ma meno veloce di Lazarevic. E non ricordo un giocatore di venti anni con il suo passo».

Si torna allora al gol, con tanto di esultanza, alla faccia della metà del suo cartellino in mano al Genoa: «Ho esultato, certo. È sempre un piacere fare gol, anche in amichevole. Ma adesso continuo ad allenarmi e a concentrarmi per il campionato». E sul gruppo: «Mi sono inserito bene, ho trovato dei ragazzi molto disponibili. Siamo già tutti amici, è davvero incredibile». Anche perchè, al di là delle qualità dei singoli, è sempre il gruppo che fa la differenza se si vuole arrivare lontano. Concorda? «È così. Conta sempre il gruppo».

Passiamo alla posizione in campo: fascia opposta rispetto al piede preferito. Ossia, esterno sulla sinistra, anche se calcia preferibilmente con il destro: «Mi trovo meglio, perchè riesco ad accentrami e posso andare con più facilità al tiro». E con ottimi frutti, a vedere il sigillo dell’altra sera con i liguri.

Inevitabile un pensierino in ottica campionato. Ma questo Padova può puntare al salto in serie A? «Sicuro, penso che possiamo arrivare lontano. Ma non dobbiamo preoccuparci di questo, bensì pensare solo ad allenarci al meglio».

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