Primo avviso ai naviganti: il Cittadella sa ancora vincere. Dopo tre giornate di digiuno, e quando ritrovare il successo era necessario per mantenere la vetta in solitario, Iori & C. sono tornati a colpire. Secondo avviso: gli uomini di Venturato non hanno più la brillantezza del mese scorso. Se le sofferenze del derby di Bassano lo avevano lasciato intuire, quelle patite nel secondo tempo della gara con la Reggiana di sabato sera lo attestano. Questo non è più il Citta che metteva in ginocchio il Pavia in casa sua, il Padova nel derby e l’Alessandria al Tombolato, ormai un mese fa. Ma proprio la capacità di rimanere a galla mentre infuria il temporale testimonia che la squadra c’è. Litteri, il simbolo. Più ancora del gol, il quinto nella stagione, c’è un’immagine che fotografa la prova di Gianluca Litteri e dell’intero Cittadella: mancano un paio di minuti alla conclusione del match e il centravanti granata ha la possibilità d’involarsi da solo verso la porta avversaria, partendo da metà campo. Invece, eccolo che rallenta la corsa, si defila a sinistra, si ferma e cerca il calcio d’angolo. «Mi sono comportato così perché ero stanco e poi perché volevo guadagnare tempo, in attesa del fischio finale», ammette il diretto interessato, che nella ripresa si è trovato a reggere il peso del reparto offensivo da solo, quando Venturato ha tolto il suo sodale Bizzotto per inserire Cappelletti. A proposito di “baby Biz”, che non giocava titolare in campionato da due mesi, è lo stesso Litteri a chiarire di aver saputo che avrebbe fatto coppia con Giulio soltanto poco prima del match. «Il tecnico in allenamento ci mischia sempre, provando tutti con tutti, e anche noi veniamo a sapere chi scenderà in campo soltanto il giorno stesso. Con Bizzotto, in ogni caso, mi sono trovato bene». Specie, ma questo non sta a Litteri dirlo, nella prima frazione, in cui il giovane talento del vivaio granata si è mosso molto, prima di calare nella ripresa, vanificando un paio di potenziali azioni di contropiede. Saper soffrire. Tutta la squadra, però, è venuta meno dopo l’intervallo. E lo ammette anche il centravanti catanese. «Nel primo tempo ci siamo comportati bene. In vantaggio per 2-0, nel secondo volevamo rimanere più coperti e provare a colpire con le ripartenze, cercando di amministrare il pallone. Purtroppo non ci siamo riusciti: abbiamo patito troppo la pressione della Reggiana, non riuscendo più ad essere pericolosi. Va detto, tuttavia, che davanti avevamo una delle squadre più forti del girone, e questo dà ulteriore valore ai tre punti». E per una volta, finalmente, il Citta ha saputo essere cinico. «Sì», conclude Litteri, «abbiamo avuto due occasioni nel primo tempo e le abbiamo sfruttate entrambe. È un merito anche questo». Stasera, intanto, si tornerà a parlerà di Cittadella anche in tivù, nella trasmissione “Lunedì granata”, in onda alle 21 su Telecittà.

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