«Il derby è un’altra cosa». Parola di Claudio Coralli. L’uomo del momento al Cittadella, visto che a decidere la gara di Pavia, sabato scorso, è stata proprio una sua zampata da attaccante di razza. E uno che di derby se ne intende: due anni fa, all’inizio della seconda avventura in granata, realizzò contro il Padova il gol decisivo al Tombolato. Mentre nella gara di ritorno, squalificato, si sistemò in curva nord all’Euganeo con in testa una curiosa parrucca di riccioli neri che lo rese irriconoscibile e rientrò a Cittadella in pullman assieme ai tifosi. Giusto a chiarire che lui, queste sfide, le sente molto. «Lo ricordo bene, quel gol. E mi è mancata molto questa partita, l’anno scorso. Perché è inutile nasconderselo: il derby non è una gara come le altre. Vincendolo, faremmo un regalo bellissimo all’ambiente e alla società». Vi troverete davanti un Padova ferito, dopo la prima sconfitta in campionato. Come se lo aspetta? «Ho visto un tempo dell’incontro con il Sudtirol, che si giocava prima del nostro: non è stato il miglior Padova della stagione, ma c’è da dire che la squadra di Stroppa non è facile da affrontare e si candida seriamente ad essere una delle rivelazioni del girone. Nell’occasione i biancoscudati hanno cambiato modulo: non so come si presenteranno al Tombolato, ma di sicuro la sconfitta regalerà loro ulteriore rabbia. E di una cosa sono convinto: difficilmente avremo le 5 o 6 occasioni da gol che siamo riusciti a creare anche a Pavia». E qui torniamo alla nota dolente di questo inizio di stagione: il cinismo che ancora manca al Citta… «Certe gare vanno chiuse, altrimenti rischi di essere beffato da un episodio, come poteva capitarci sabato scorso in un match che stavamo dominando. Lo sappiamo e ci stiamo lavorando». A proposito di capacità di concretizzare, c’erano molti dubbi sulla paternità della rete del 2-1: conferma che è sua? «Sì, ho sfiorato la palla quel tanto che è bastato per ingannare il portiere. E, comunque, se non fosse arrivato il gol, ci sarebbe stato il rigore, perché Biasi mi stava strattonando». Sia sincero: in campionato sin qui ha giocato soltanto per 55’, entrando tre volte a gara in corso. Quanto soffre questo ruolo “alla Altafini”? «Tutti vorremmo giocare sempre, ma il mister ha fatto altre scelte e io le accetto come dobbiamo fare tutti, perché pure chi ha visto meno il campo sa che potrà trovare spazio. Fisicamente sto bene, e credo che potrei giocare accanto a Litteri, anche se siamo entrambi prime punte. In fondo, ho giocato in coppia con Djuric, che aveva caratteristiche simili alle sue». A Pavia ha colpito la prestazione di due elementi che il pubblico del Tombolato ancora deve imparare a conoscere: Bobb e Chiaretti. Come li valuta? «Bobb deve solo imparare bene l’italiano per integrarsi del tutto anche a livello tattico, ma posso dire che è davvero forte. Chiaretti può ricoprire più ruoli ma credo che l’ideale, per lui, sia fare il trequartista: ha piedi buoni, sa coordinare il gioco in avanti ed è uno che lotta». Qui Tombolato. Ieri giornata di riposo per Iori e compagni. Oggi ripresa degli allenamenti alle 15.
© RIPRODUZIONE RISERVATA