Non sarà stata la miglior partita della stagione, ma quella con la Giana Erminio è stata di certo una delle vittorie più importanti. Perché dopo una settimana che, in 8 giorni, ha racchiuso il derby con il Padova, la trasferta a Busto e la sfida a una delle formazioni più quadrate del girone A, quella lombarda, i 9 punti raccolti dai granata sono un risultato di assoluto valore, indiscutibile come il fatto che adesso la squadra Venturato meriti il primo posto della classifica. «Il risultato era l’aspetto più importante», ammette il tecnico granata a fine gara, «essere riusciti a portare a casa i 3 punti, senza prendere gol e soprattutto dimostrando grande compattezza per quasi tutta la gara, è un aspetto davvero positivo. Nel primo tempo abbiamo fatto vedere cose importanti, soprattutto nella fase di possesso e gestione della palla: sapevamo accelerare nei momenti giusti, siamo riusciti a creare almeno 3 nitide occasioni da gol, anche se alla fine ne è entrato solo uno. Nel secondo tempo, invece, il cambio di modulo iniziale della Giana ci ha messo un po’ in difficoltà, ma questa fase è durata solo pochi minuti e poi siamo stati bravi a riprendere le misure del campo e dell’avversario». E nel finale cos’è successo? «Siamo calati un po’ fisicamente, forse era anche prevedibile dopo una settimana del genere. Però la cosa positiva è che, mentalmente e psicologicamente, ci siamo sempre stati, e abbiamo comunque messo la giusta concretezza. Ci servirà molto: per restare in testa bisogna saper soffrire». La sostituzione di Jallow è stata indotta dai suoi errori? «Jallow ha le qualità e le capacità per fare di più. L’errore nel dribbling ci può anche stare, ma in quel frangente mi era sembrato in difficoltà soprattutto dal punto di vista fisico, quindi ho deciso di inserire Minesso: ha altrettanta gamba ed era sicuramente più fresco». Ora che siete in testa cosa cambia nella vostra stagione? «Le responsabilità aumentano, adesso bisogna fare ancora di più. La prima cosa importante è mantenere i piedi ben piantati per terra, perché siamo ancora all’inizio e ci sono tante gare da giocare. Siamo contenti stasera come lo siamo stati per tutta l’ultima settimana, ma da martedì sotto con grande serietà e umiltà in vista di Bergamo». L’UOMO PARTITA. Non segnava dall’aprile 2014 Andrea Schenetti, dai tempi in cui vestiva la maglia del Como. La rete che vale la testa solitaria della classifica lo ripaga di tanti sacrifici e gli permette di dimenticare, almeno per un momento, la sfortuna che l’ha perseguitato negli ultimi tempi: «Un gol che per me vale tantissimo», le parole del centrocampista,« dopo un anno perso per un brutto infortunio, sono molto contento di aver trovato la mia prima rete e di aver permesso così alla squadra di vincere e conquistare la testa della classifica». Nonostante la sofferenza finale, adesso il Cittadella è solitario in vetta: «Nella ripresa le tre gare giocate nel giro di una settimana si sono fatte sentire, ma siamo stati bravi a portare a casa comunque i tre punti. Siamo felici di essere in testa alla classifica, ma anche consapevoli che per rimanerci servirà tanto lavoro
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